Pillole

In un bambino, l’impegno, è stimolato dal piacere, dall’appagamento della naturale esuberanza, dalla scoperta di nuove abilità e capacità motorie, dalla possibilità di misurare le proprie forze e dall’opportunità di giocare con i coetanei.

Non gli servono e, anzi, sono stimoli negativi le valutazioni in eccesso o in difetto, gli incitamenti o la prospettiva di successo o di vantaggi futuri. Come si dice, fino alla comparsa della capacità di progettare e di “lavorare” per il futuro, vive qui e ora, non vede né immagina gli effetti lontani di un impegno che non dà subito piacere, mentre avverte il fastidio di dover rispondere a una richiesta che non riesce a capire o a soddisfare. L’adulto, invece, tollera sforzi e rinunce anche in vista di obiettivi futuri, purché li consideri raggiungibili e appaganti.

Può già servire con il preadolescente e, di più, con l’adolescente, ma anche per loro è più efficace il piacere per ciò che stanno facendo piuttosto che la fatica per qualcosa che al momento sentono solo ipotetico o non appagante. Si crede anche che la prospettiva del successo faccia sopportare tutto, ma proprio chi lo raggiunge spesso è più refrattario ai sacrifici per mantenerlo. In ogni caso, l’interesse per un obiettivo possibile, anche se lontano, con il procedere dell’età acquisisce maggiore efficacia, mentre prima il bambino s’impegna finché si diverte, altrimenti smette. Ciò non significa che agisca solo per l’interesse del momento, e non anche per indole e curiosità o per vedere i miglioramenti.

Se vuole che un giovane s’impegni senza avvertire noia, rifiuto o non si opponga alle richieste, l’istruttore sostituisca la volontà, lo sforzo e l’adrenalina, che non soddisfano le motivazioni naturali, con il piacere e l’interesse, che bastano da soli per stimolare tutto l’impegno necessario. Gli offra occasioni perché si diverta per ciò che fa adesso, non imponga, e neppure chieda, prestazioni e risultati impossibili. Lasci lo spazio perché dica la propria, lo aiuti a correggerla se sbagliata o la applichi se utile, ma lo apprezzi anche solo perché si è impegnato a cercarla, perché l’attenzione e l’apprezzamento dell’adulto sono gli stimoli più efficaci. Gli permetta di tentare il nuovo senza temere giudizi, mortificazioni o castighi, e addirittura, se mostra di avere chiaro l’obiettivo da raggiungere, lo stimoli a riprovare anche se non è ancora sicuro dell'esecuzione. Non condanni l’errore commesso per tentare una soluzione difficile, ma lo impieghi per trovare insieme come tutti avrebbero potuto fare per trasformarlo in uno schema originale.

La mancanza d’impegno e di volontà è anche causata dallo sport stesso, che identifica la formazione con una semplice acquisizione passiva d’insegnamenti e di comandi. Applica sistemi ossessivi, “industriali”, che spengono il piacere del gioco, pretende di insegnare subito i gesti dell’adulto, e non di uno qualsiasi, ma del campione, neppure imitabile dal professionista, chiede prestazioni impossibili e impone un lavoro meticoloso e privo di gioia e d’interesse. Con tutti questi modi non riesce più a catturare l'adesione e a stimolare le motivazioni del giovane e, anzi, blocca proprio quelle che la dovrebbero favorire e affievolisce quelle dell’adulto.

Vincenzo Prunelli

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster