Pillole

Un'educazione e una formazione che rispettino l'adulto che è già nel bambino impongono attenzioni inattese e comportano qualche rischio.

Rispettare nel bambino l’adulto che sarà

Sbagliamo, per esempio, quando pensiamo di dover fare di tutto e subito, mentre più spesso è il caso di rinunciare a cose che ci sembrano logiche, ma possono essere inadatte o premature. Le ragioni sono semplici e tante. Vogliamo che i figli ce la facciano seconda le attese che abbiamo su di loro e che abbiano i nostri desideri e la forza per realizzarli, ma questi sogni sono nostri, mentre loro non ne hanno ancora interesse, o magari ne hanno, ma anche una gran paura di non farcela. Questo nostro desiderio, pur comprensibile, ci porta a chiedere troppo e, poiché andiamo incontro a inevitabili fallimenti, a fare per loro.

Tanti, portati per mano e chiamati a imprese impossibili che addirittura sentiranno estranee alle loro capacità, arriveranno a sentirsi in qualche modo adeguati. Sarà, però, più probabile che si convinceranno di non essere neppure all'altezza della normalità fino a escluderla o a opporsi.

L’educazione di cui si parla, che è rivolta, come logico, a un bambino e, quindi, a un soggetto che di solito si considera ancora incapace e quasi passivo, pone limiti. Se, però, si tiene conto del grado di sviluppo, dei caratteri personali che fanno di ognuno un tipo unico, dei livelli d’intelligenza, della capacità d’iniziativa personale e di un genitore preparato per educare, consente interventi che, per quanto affermato prima, dovrebbero essere impossibili. Questo tipo di educazione ha regole chiare dentro le quali si possono esercitare creatività e iniziativa, senza rischiare di trovarsi senza misure o margini da rispettare. Abitua a tener conto degli altri, a socializzare, a fare insieme e a sommare le forze, in modo da ottenere più di quanto sarebbe possibile da soli, e questa intesa e anche rispetto, partecipazione, disponibilità ad accettare e contraccambiare i contributi degli altri. Allena alla sicurezza e al coraggio, perché chiede anche di affrontare il nuovo, fare da soli e di essere responsabili, di mettersi alla prova anche quando è difficile farcela, di misurarsi senza inutile aggressività, di imparare e, intanto, superare ciò che possiamo insegnare noi genitori.

Vincenzo Prunelli

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