rendimento

  • Le partite della vita si preparano aggiungendo intensità ai soliti stimoli? Sono quelle in cui si dice: “Hanno giocato al 110%”. Servono stimoli speciali?

    Come giocare le partite della vita?

    Per le squadre più forti, sono quelle degli avversari abbordabili, che magari sembrano avere gareggiato oltre le loro possibilità perché si sono trasformate per inebriarsi di gloria. Per le più deboli, invece, sono quelle in cui si parte battuti, o sono state solamente drammatizzate per togliere paura e stimolare maggiore impegno. Che cosa è successo a chi ha vinto la partita della vita?

  • Essere educatori significa non creare inutili ostacoli, e mai continuare a dire soltanto come e che cosa fare. Nello sport, e non solo, invece, si crede che anche un bambino debba essere portato per mano e “caricato” perché faccia ciò che ci aspettiamo noi adulti.

    Alleno ragazzi che nello sport hanno già soddisfazioni, ma mi sembra manchino di carica e coraggio. Come faccio a darli?

    Spiace mettere l’accento sulle cose da evitare, ma a questo punto del nostro discorso è chiaro che solo rispettando i momenti dello sviluppo, le possibilità, i caratteri propri di ognuno, la creatività e la voglia d’iniziativa che un giovane va da solo verso la propria completezza e autonomia.

  • Si crede che la continuità derivi dall’impegno e dalla volontà che si possono richiamare in qualsiasi momento della gara, ma è una condizione molto più complessa,

  • Gli ultramaratoneti sanno che in qualche modo riusciranno nelle loro imprese e che, per raggiungere il loro obiettivo, da qualche parte devono comunque sempre attingere le risorse fisiche e mentali. Lo sa anche Lisa Borzani, atleta azzurra che sarà impegnata nei prossimi mondiali ultratrail.

Tehethon

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