educazione e sport

  • Lo sportivo si forma applicando conoscenze spesso lontane dal buon senso comune, da tenere, però, sempre presente, ma anche da adeguare ai tempi e alle risposte che ognuno può dare.

  • Ho sempre più a che fare con ragazzi diversi per provenienza, educazione e condizione sociale e culturale e non so come fare per trattare tutti allo stesso modo. La domanda di questo istruttore è apprezzabile perché riguarda chi ha più bisogno, ma forse tiene troppo conto d’intenzioni anche lodevoli, purché non segua chi vuole trovare colpe in chi non ha disagi.

  • è sempre più chiaro che, per stare bene e sperimentare benessere, occorre sviluppare autoconsapevolezza, cioè la propria personale consapevolezza di come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse e propri limiti.

  • Un bambino non può essere costretto a vivere come un adulto, ma educato per diventarlo.

    Come far crescere l’adulto già nel bambino?

  • Il giovane sceglie lo sport per il piacere di praticarlo, ma intanto vive la cultura di un ambiente che cambia rapidamente, impone tanti modelli incerti e lascia poco spazio a un adattamento consapevole, ma non rassegniamoci perché si può fare molto.

  • I primi dieci anni sono i più delicati, e vanno affidati agli istruttori più esperti, che di un bambino conoscono il carattere, le necessità e le motivazioni, e non solo le abilità per lo sport.

  • I secondi dieci anni preparano l’ingresso nello sport adulto, che deve evitare il rapporto freddo e le manipolazioni, e favorire la creatività, l’iniziativa individuale e l’autonomia.

  • Oggi viviamo in un mondo con ritmi velocissimi e senza accorgercene, ne riversiamo le conseguenze sui più piccoli, privandoli , oggi più che un tempo, dei momenti di svago con gli amici.

  • Si potrebbe dire che il cammino verso la vita adulta inizi dalla nascita, ma è pericoloso imporlo, o anche soltanto proporlo, senza conoscere le fasi dello sviluppo, gli effetti dei propri interventi e l’intesa che porta gli allievi a partecipare alla propria formazione.

  • Nello sport, la mente non ha troppa considerazione.  Diceva un famoso allenatore: “Sono dei muscolari. Perché devo lasciare che facciano sciocchezze mentre io conosco le soluzioni giuste?”. E un altro: “Io traccio i binari, e loro ci devono correre sopra”.

  • Lo sport permette condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire. Lo sport avvicina persone condividendo l'amica fatica che aiuta a conoscere sempre più se stessi, le proprie possibilità, capacità e limiti. Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

  • Si parla spesso di “sport pulito”, e qualcuno si chiede che cosa voglia dire.

  • Un tempo, il professionista era lo sportivo controllato, sempre attento ai doveri e alle rinunce, pronto ad assimilare e mettere in pratica ogni richiesta e comando, disposto al sacrificio e a dare ogni goccia di sudore.

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