Il discorso sembra complesso ma, in una Santa Pasqua si ha tutto il tempo per meditare e allontanare il pensiero da luoghi meravigliosi in cui si vorrebbe essere. Non sarà come andare a fare un picnic con gli amici, ma chi ha la curiosità di avventurarsi nella lettura avrà modo di passare un po’ di tempo senza annoiarsi troppo.

È la solita caratterizzazione all’eccesso che non riguarda soltanto lo sport. Come sempre, però, non si vuole dipingere un quadro solo negativo, ma rilevare rischi ed eventuali conseguenze.

Un tempo, il professionista era lo sportivo controllato, sempre attento ai doveri e alle rinunce, pronto ad assimilare e mettere in pratica ogni richiesta e comando, disposto al sacrificio e a dare ogni goccia di sudore.

Uno sportivo famoso non dovrebbe mai andare in crisi. Un po’ per tutti, ma in particolare per il tifoso, il critico sedentario o l’indignato, non può: guadagna, è costato molto, fa una vita dissoluta è un immaturo oppure, semplicemente, non s’impegna o non è riconoscente.

Ho in squadra un ragazzo che non riesco a frenare. È indisciplinato, altezzoso e, se lo correggo, anche impertinente. Se gli voglio insegnare un gesto tecnico, lo esegue come vuole, e a volte in modo più efficace, ma influenza anche gli altri che cercano di imitarlo ed io sento quasi di non essere più seguito.

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