Un tempo, i figli accettavano una posizione subordinata e condiscendente almeno fino all’adolescenza, ma tanti oggi trovano facilmente le contromisure o si ribellano.

La protezione è dare ai giovani tutto pronto, non affidare compiti né chiedere impegno o, anche, liberarli da qualsiasi incombenza perché riescano meglio nella scuola oppure nello sport. Educare è essere pronti a rispondere ai dubbi, limitarsi a offrire opinioni e portarli a trovare da soli le soluzioni.

In una conduzione che impieghi le opinioni e i contributi di tutti, il leader è forse più utile nell’attività quotidiana che in gara, perché sollecita un clima di condivisione al quale tutti possono partecipare.

Di solito, si considera leader chi è più abile, l’idolo dei tifosi o chi ha una personalità più spiccata, ma è preferibile chi si mette al servizio della squadra e solleva il rendimento di tutti.

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