Il discoro sembra incomprensibile, ma è meglio non fare nulla piuttosto che sbagliare perché non si tiene conto dei momenti dello sviluppo, dei caratteri specifici di ognuno, delle reazioni della mente e delle naturali motivazioni.

In un bambino, l’impegno, è stimolato dal piacere, dall’appagamento della naturale esuberanza, dalla scoperta di nuove abilità e capacità motorie, dalla possibilità di misurare le proprie forze e dall’opportunità di giocare con i coetanei.

Certi atleti più emotivi degli altri richiedono qualche cautela. Si dice che siano in particolare i talenti, ma forse è un modo di dire per giustificare certi eccessi di qualcuno di loro più conosciuto.

Un allenatore chiede se si può comportare allo stesso modo con chi è o non è pagato.

Se quest’allenatore è convinto che sia più difficile pretendere da un dilettante, che richiederebbe spiegazioni e atteggiamenti diversi per quanto riguarda decisioni tecniche, comportamentali e disciplinari, il quesito è mal posto.

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