Definire il rapporto senza infiorarlo di aggettivi zuccherosi e buone intenzioni è difficile, e allora descriviamolo semplicemente come confidenza, libertà di esprimersi, naturalezza nel fare insieme e scambiarsi contributi e consapevolezza di essere capiti e accettati.

La specializzazione precoce è quella che s’impone a un bambino, che vede e pensa solo ciò che è presente e non ha ancora le strutture per imparare, ragionare e fare come l'adulto. E deve ancora scoprire le qualità e facoltà fisiche e mentali necessarie che, prima dei dieci, undici anni, si rivelano nel gioco libero attraverso sperimentazioni ed errori.

Chiedere a un istruttore per passione tutto quanto si suggerisce in quest’articolo sembra troppo, ma seguire le linee principale è del tutto possibile. Se n’è già parlato, ma è il caso di fare una sintesi di obiettivi, interventi, attenzioni e modi di proporsi come guida. 

Crescendo, uno sportivo deve necessariamente dedicarsi al compito per il quale è più dotato, ma, nella prima fase della formazione, e anche dopo, ci sono buoni motivi perché, nell’allenamento, continui a esercitarsi in tutti i ruoli.

Pur considerando che ogni allievo è diverso dagli altri e ha qualcosa di solamente suo che deve poter esprimere, un discorso è preparare un giovane a fare sport per divertirsi, e un altro è lavorare sulle qualità che portano allo sport di alto livello.

Altri articoli...

Tehethon

Fatto con Padlet