è sempre più chiaro che, per stare bene e sperimentare benessere, occorre sviluppare autoconsapevolezza, cioè la propria personale consapevolezza di come ci si sente, come si sta, cosa si vuole, dove si vuole andare, e anche consapevolezza delle proprie possibilità, capacità, risorse e propri limiti.

Gli errori non sono tutti uguali e ci sono quelli facili da risolvere. chi, dopo essere stato ammonito a non ripeterlo, lo compie ugualmente a svantaggio della squadra, esce. Stessa soluzione per chi boicotta i compagni o vuole sfidare l’allenatore.

I primi dieci anni sono i più delicati, e vanno affidati agli istruttori più esperti, che di un bambino conoscono il carattere, le necessità e le motivazioni, e non solo le abilità per lo sport.

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