Tennis

La fiaba psicomotoria. La psicomotricità è sempre stata una scienza rivolta in particolar modo ai bambini. La sua storia lo racconta esplicitamente.

Il medico francese Jean Dupré, nel xx secolo, scoprì una patologia che definì débilité motrice in bambini molto goffi, e spesso con ritardi psichici evidenti. Dupré non somministrò medicine, ma fece eseguire ai bambini degli esercizi che definì “psicomotori”. Probabilmente questa esperienza è stata la prima applicazione pratica di tipo psicomotorio.

Negli anni sessanta, il medico spagnolo De Anjuriaguerra, vero e proprio rivoluzionario rispetto alla psichiatria infantile, definì la psicomotricità una scienza interdisciplinare.

Partendo da questi presupposti offertici da Dupré e de Anjuiaguerra, l'uso della fiaba all'interno di un percorso psicomotorio sembra un connubio perfetto, in particolare in un mondo come il nostro, in cui la tecnologia crea un ostacolo allo sviluppo creativo del bambino.

Il mondo fiabesco utilizzato in ambito psicomotorio, contribuendo alla socialità, alla creatività, all’attenzione e alla libertà nel movimento, permette di migliorare uno degli obiettivi principi della psicomotricità, cioè lo sviluppo globale del bambino.

Il mondo dello sport obbliga all'applicazione pratica, e la psicomotricità non può esimersi, avendo proprio nella sua etimologia il suffisso “motricità”. Per questo è necessario un esempio, se pur generico, sull'applicazione pratica di questo sodalizio.

Saranno descritte delle lezioni di tennis in chiave psicomotoria attraverso le bellissime favole di Esopo:

 

LEZIONI DI TENNIS

Lezione incentrata sulla tecnica di base attraverso le fiabe di Esopo. Psicomotricista: “Benvenuti bambini...!! Oggi giocheremo a tennis raccontando delle favole fantastiche!! Dai iniziamo...!!”.

L'usignolo e lo sparviero. Era una dolcissima giornata di primavera. I rami fioriti di ogni albero si stagliavano sotto un cielo limpido e cristallino. Ogni animale del bosco era lieto di correre libero tra i mille profumi della natura appena risvegliatasi. Era bello vivere, gridare, ruzzolare nei campi, giocare all'aria aperta.

A questo pensava un grazioso usignolo svolazzando tra una pianta e l'altra. Egli era enormemente contento. Infatti, era appena diventato papà di cinque meravigliosi uccellini. La sua cara mogliettina se ne stava premurosa nel nido a curare i simpaticissimi cucciolotti che ciangottavano allegramente, mentre lui vagava per il bosco in cerca di un po' di cibo per tutta la famiglia.

Attirato da quell'aria frizzante, il piccolino si trattenne in giro per i prati, assaporando il buon sapore di libertà. Ma quando si decise a tornare a casa portando del mangime nel becco, notò in lontananza l'arrivo di un terribile sparviero che puntava dritto dritto sul nido in cui si trovavano i suoi cuccioli. Con coraggio e senza esitare, l'usignolo si posò sul ramo di un'alta pianta e cominciò a cantare con quanto fiato aveva in gola. Una melodia bellissima uscì dal suo beccuccio. Ogni creatura si fermò ad ascoltare. Era il canto di un genitore disperato. Lo sparviero, attirato da quel suono, si lanciò deciso sull'uccellino agguantandolo saldamente e rivolando via velocemente.

L'usignolo, sfinito per il faticoso canto, si abbandonò felicemente agli artigli dello sparviero. Era riuscito a distogliere l'attenzione del rapace dai suoi piccoli grazie alla sua melodia canora. Sì, quel padre aveva salvato i suoi figli con il proprio sacrificio.

Psicomotricista: “avete visto bambini che storia fantastica! Secondo voi che cosa vuole insegnarci...?”

PICCOLA DISCUSSIONE: L’amore di un genitore riesce sempre a superare qualsiasi ostacolo per la salvezza dei propri figli (insegnamento di Esopo).

Psicomotricista: “ora bambini animiamo questa storia..!! Dividiamoci in due squadre, una rappresenterà l’usignolo, mentre l’altra lo sparviero!!“.

“Usignoli” CONTRO “Sparvieri” Prima di iniziare il gioco si potrebbero fare dei piccoli esercizi preparatori; i bambini si porranno a coppie di due, uno di fronte l’altro, e si lanceranno la pallina a vicenda con presa al volo seguendo le istruzioni del maestro (esempio: lanciate la pallina come se faceste un dritto, un rovescio, una battuta o una volèe).

Una volta finito il riscaldamento, si parte con la partitella: le due squadre si disporranno nelle due metà campo, i bambini possono muoversi normalmente quando non hanno la pallina in mano, quando invece avranno la pallina, dovranno sedersi e lanciarla facendo il gesto di un colpo tecnico scelto dal maestro e urlando la parola “usignolo” o "sparviero" secondo la propria squadra (attenzione).

A livello di punteggio sarà importante sia l’efficacia del lancio che quella del gesto tecnico.

Varianti:

  1. la pallina lanciata può fare massimo uno o due rimbalzi prima di essere presa dalla squadra avversaria;
  2. i bambini della stessa squadra prima di lanciare la palla dall’altra parte sono obbligati a fare tre passaggi a tre compagni diversi;
  3. i lanci della pallina, oltre che da che seduti, possono essere eseguiti in molte posizioni (laterale alla rete, spalle alla rete, in ginocchio, ecc.);
  4. si potrebbe complicare il tutto bendando parzialmente i bambini, oppure obbligandoli a lanciare la palla con gli occhi chiusi.

 

Psicomotricista: “ bravi piccoli. Ora se volete, vi racconto un'altra bellissima storia... la storia di due asinelli...!!“

L'asino selvatico e l'asino domestico. C'era una volta un simpatico asinello selvatico che trascorreva le sue giornate in libertà, passeggiando per i campi e mangiando il cibo che trovava. Durante uno dei suoi giri quotidiani, ebbe modo di vedere un suo simile, dall'aspetto sano e robusto, che brucava l'erba in un grande prato cintato da un'alta staccionata di legno.

Esso, osservando l'animale domestico, pensò: "Che bella vita! Lui sì che sta bene: é spensierato, senza problemi e con il cibo a volontà". In effetti, l'altro asino sembrava proprio fortunato: gli venivano serviti due pasti abbondanti al giorno, riposava in una stalla bene attrezzata e aveva un pascolo meraviglioso a sua disposizione. L'asino selvatico, invece, doveva accontentarsi dei miseri sterpi che riusciva a trovare ai margini della strada, perché i prati ricoperti di erbetta fresca erano tutti privati. Ogni tanto, il povero asinello appoggiava il muso sulla cima della staccionata e, guardando l'altro, lo invidiava da morire.

Un giorno, pero, il giovane asinello, girovagando tranquillo, incontrò sulla via, un animale talmente sovraccarico di legna, sacchi di grano e altro da non essere in grado di capire di che bestia si trattasse. Quando questa, per reagire a una violenta frustata del suo padrone, tirò un calcio e alzò il muso, lo riconobbe: era l'asino domestico che fino a quel giorno aveva tanto invidiato! "Eh, caro mio," gli gridò affiancandosi a lui "a questo prezzo non farei mai cambio con te. Nessuno mi comanda, io sono libero e leggero come una libellula. Se poi non mangio bene come te, meglio, mi mantengo in linea. E per sopravvivere mi arrangio". Dopo quell'incontro l'asino selvatico non provò più alcuna invidia per il suo simile.

Psicomotricista: “Allora bambini vi è piaciuta questa storiella...? Secondo voi che vuole insegnarci...?“

PICCOLA DISCUSSIONE: È meglio possedere poco vivendo felici piuttosto che avere la ricchezza a costo di tante sofferenze (insegnamento di Esopo).

Psicomotricista: “Ora bimbi giochiamo un po’... fingiamo che io sono il vostro padrone e voi gli asinelli domestici... dovete obbedire ad ogni mio comando...!“

I poveri asinelli. I bambini si dispongono sul campo e seguono gli input del maestro: “facendo il verso dell’asino corriamo verso la rete, li troverete un cesto di palline (sassi) prendetele e abbattete gli alberi per la legna (birilli posti dall’altra parte del campo) seguendo i miei ordini”:

  1. “su”: lancio da sopra il capo (servizio):
  2. “giù”: lancio laterale (dritto o rovescio);
  3. “dietro”: lancio spalle alla rete.

Varianti:

  1. i bambini possono evidentemente eseguire l’esercizio con la racchetta (se il livello lo permette);
  2. si possono utilizzare tappi o bende mono-occhio (allenamento sensoriale);
  3. i maestri possono disturbare i bambini (concentrazione);
  4. durante l’esercizio, un maestro può chiamare da parte un bambino alla volta e ordinare di eseguire un percorso di destrezza posto fuori dal campo (esempio: slalom, balzo e scivolamento).

Psicomotricista: “Bravi ragazzi... ora dopo tutti questi giochi vi voglio raccontare un'altra storia brevissima. Dopo di che, un po’ di relax insieme...!!“

Il leone e il topo. Mentre un leone dormiva in un bosco, topi di campagna facevano baldoria. Uno di loro, senza accorgersene, nel correre si buttò su quel corpo sdraiato. Povero disgraziato! Il leone con un rapido balzo lo afferrò, deciso a sbranarlo. Il topo supplicò clemenza: in cambio della libertà, gli sarebbe stato riconoscente per tutta la vita. Il re della foresta scoppiò a ridere e lo lasciò andare.

Passarono pochi giorni ed egli ebbe salva la vita proprio per la riconoscenza del piccolo topo. Cadde, infatti, nella trappola dei cacciatori e fu legato al tronco di un albero. Il topo udì i suoi ruggiti di lamento, accorse in suo aiuto e, da esperto, si mise a rodere la corda. Dopo averlo restituito alla libertà, gli disse:
"Tempo fa hai riso di me perché credevi di non poter ricevere la ricompensa del bene che mi hai fatto. Ora sai che anche noi, piccoli e deboli topi, possiamo essere utili ai grandi."

Psicomotricità: “Vi è piaciuta piccoli...? Secondo voi che cosa vuole dirci...? Ora, come promesso, un po’ di relax...!!“

RILASSAMENTO MUSICALE E CONOSCENZA DEL CORPO.

È molto utile utilizzare come sottofondo musicale canzoni rilassanti e creative (esempio: canzoni sulla natura). I bambini si dispongono nel campo supini e con gli occhi chiusi, in un atteggiamento comodo.

Voce dello psicomotricista:

  1. respiriamo profondamente con il naso e buttiamo l’aria fuori dalla bocca;
  2. respiriamo profondamente con il naso riempiendo la pancia, e quindi svuotiamo la pancia con la bocca;
  3. rifacciamolo e controlliamo con le dita sulla pancia se si gonfia e si sgonfia;
  4. alziamo un braccio in alto mentre la pancia si riempie e riportiamolo in basso quando si svuota;
  5. alziamo contemporaneamente un braccio e una gamba mentre la pancia si gonfia e abbassiamoli quando si sgonfia;
  6. quando volete, aprite lentamente gli occhi e stiracchiatevi come se vi foste appena svegliati;
  7. esercizio a coppie: i bambini si massaggiano i piedini a vicenda controllati dai maestri, e quindi chiedono cosa hanno provato nel massaggiare ed essere massaggiati.

Psicomotricista: “Ok ragazzi, ci vediamo la prossima volta!! Ma prima di andarvene venite tutti qui ad abbracciarmi forte, tutti insieme dai!!“.

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