Pallavolo

Quali caratteristiche fisiche e qualità atletiche deve possedere un giocatore di pallavolo?

La Pallavolo: uno sport a sei.

Un buon pallavolista, oltre ad una statura elevata, deve essere agile ed avere una buona elevazione e, allo stesso tempo, possedere una buona dotazione muscolare. Bisogna, poi, essere veloci e avere un’ottima prontezza di riflessi.
Come ogni gioco di squadra, la pallavolo richiede un buon affiatamento, e la collaborazione tra i giocatori è importantissima per la costruzione delle azioni di attacco e difesa.

Tutti i pallavolisti, a prescindere dalle singole attitudini e dal ruolo (alzatore, schiacciatore laterale, schiacciatore opposto, centrale e libero), devono ovviamente avere nel proprio bagaglio tecnico tutti i fondamentali di gioco: servizio, ricezione, palleggio, schiacciata e muro.

Ogni ruolo, poi, richiede caratteristiche peculiari. l’alzatore, essendo il regista d’attacco e dovendo smistare i palloni verso gli schiacciatori, oltre ad un livello elevato di tecnica specifica del palleggio, deve avere ottime capacità coordinative, reattività negli spostamenti, un tocco di palla morbido e naturale e intelligenza tattica. Il centrale deve possedere un’ottima elevazione soprattutto senza rincorsa, e grande rapidità negli spostamenti laterali: l'efficacia dell'attacco dal centro dipende dalla velocità con la quale parte la schiacciata. Il ruolo di schiacciatore-laterale è, forse, il più faticoso, perché richiede sia di ricevere che di attaccare, e quindi completezza tecnica nell'esecuzione di tutti i fondamentali. Velocità, peso e potenza sono, comunque, le componenti fisiche necessarie per la schiacciata. Il ruolo dello schiacciatore opposto, detto così perché in campo occupa la posizione diametralmente opposta a quella dell’alzatore, richiede una maggior incisività in attacco e non necessariamente una buona ricezione. Generalmente, l'opposto deve avere una statura superiore ai 2 metri e una fisicità nettamente superiore agli altri giocatori. Il libero, come abbiamo già ricordato, deve giocare solo in seconda linea ed è quindi specializzato in ricezione e difesa. (1)

Classificazione degli atleti

Anche se tutti gli atleti che svolgono attività di pallavolo devono avere una preparazione di tipo universale per saper far fronte a tutte le situazioni che si potrebbero verificare in gara, è innegabile che, attraverso l’allenamento, emergono le qualità e le predisposizioni dei singoli. Tali predisposizioni vanno affinate per poter ottenere il massimo dai giocatori. Di conseguenza, è assodato che  la specializzazione deve destinare i singoli ai compiti a loro più consoni.

Se consideriamo un atleta esclusivamente rispetto alle capacità d’attacco, possiamo avere il palleggiatore, abile soprattutto nella costruzione del gioco, il primo schiacciatore o martello, capace di finalizzare l’attacco più di costruire o distribuire i palloni, l’universale, in grado sia di alzare che di schiacciare anche senza eccellere in nessuna delle due fasi. Secondo la maggior attitudine ad alzare o a schiacciare avremo l’universale alzatore e l’universale schiacciatore.

Un’ulteriore classificazione riguarda l’abilità dello schiacciatore nel ricevere o nel murare. Ci sono schiacciatori abili ad attaccare dalla seconda linea, oppure in prima linea o al centro.

Mi hanno scartato per la statura, e quindi non so interpretare questo paragrafo. Rendimelo più chiaro (Quindi uno schiacciatore, per variare il gioco d’attacco, può essere usato in posizione di centro, in attacchi laterali da uno schiacciatore laterale e infine, se preferisce partire da una posizione opposta all’alzatore, schiacciatore opposto. Per quanto riguarda l’utilizzazione di un atleta nella ricezione al servizio, è fondamentale considerare la zona nella quale riceve meglio: se nella zona 1 del campo o nella zona 6. Il seguente caso prevede una ricezione a tre). (2)

La scelta del ruolo

Nella pallavolo chi sta in campo ha un ruolo bene preciso, che si individua considerando vari aspetti, non solo  tecnici, che riguardano  il contesto in cui ci troviamo, l’obiettivo della società e la quantità degli atleti.

Questi due elementi sono fondamentali  per formare una squadra. Innanzitutto, occorre considerare il luogo geografico in cui si forma. è probabile che la squadra di una città grande abbia almeno 25 elementi, e allora  l’allenatore può decidere chi è portato per un ruolo e chi per un altro, mentre un’altra di una città più piccola magari ha solo 12 elementi, e per l’allenatore è difficile attribuire un ruolo specifico ad ogni giocatore. Di conseguenza, molte volte gli atleti occupano un ruolo non perché predisposti, ma per necessità. Non teniamo conto  di queste considerazioni, e delineiamo le capacità tattiche per ogni ruolo.

Il Centrale

Se si può fare senza scombussolare l’elemento tattico, chiarisci (è impegnato a muro più spesso degli altri giocatori, perché deve 'raddoppiare' il muro sia da posto 4 che da posto 2, oltre che ad attaccare il centrale avversario. Il centrale attacca soprattutto il "primo tempo", cioè una palla rapidissima in cui il centrale salta assieme al pallone per anticipare il muro avversario, oppure, nel volley femminile, la "fast". Sia nel femminile che nel maschile,  il centrale attacca anche la 2: un primo tempo che il palleggiatore gioca dietro di sé spiazzando la difesa avversaria. Un altro attacco del centrale è la 7: un primo tempo spostato di circa 3 metri davanti al palleggiatore).

Nella pallavolo moderna, quasi sempre il centrale viene sostituito dal libero nelle rotazioni in cui si trova in seconda linea. Il centrale non è quindi necessariamente un difensore o un ricettore, poiché non si trova in queste situazioni di gioco se non in una rotazione.

Caratteristiche principali del centrale sono l'altezza, l'elevazione soprattutto senza rincorsa e la rapidità negli spostamenti laterali, poiché l'efficacia dell'attacco dal centro dipende dalla velocità con la quale parte la schiacciata. 

Il Libero

È, in ordine cronologico, l'ultimo ruolo introdotto dalla FIVB nel 1997 (in Italia la FIPAV l'ha introdotto l'anno successivo). Il termine è invariato in tutte le lingue.

Il Libero gioca solo in seconda linea (zone 1, 6 e 5) al posto di uno dei giocatori di quella zona, è quindi specializzato nei fondamentali di ricezione e difesa: le limitazioni del suo gioco di fatto lo escludono dalla possibilità di svolgere tutti gli altri fondamentali. Pertanto:

  • non può andare al servizio;
  • non può concludere un'azione d'attacco da nessuna parte del campo se colpisce il pallone completamente al di sopra del bordo superiore della rete o del suo prolungamento orizzontale;
  • non può murare né tentare di murare;
  • se effettua un palleggio invadendo la zona di attacco (cioè dalla linea dei 3 m compresa fino alla rete), un altro giocatore non può concludere un'azione d'attacco colpendo il pallone completamente al di sopra del bordo superiore della rete; tale limitazione deriva dall'esigenza di escludere il Libero dall'uso frequente del fondamentale di palleggio, che si effettua appunto nella zona d'attacco come penultimo tocco di squadra).

Le sostituzioni che coinvolgono il Libero sono illimitate, e devono essere effettuate a gioco fermo prima del fischio di autorizzazione al servizio. La presenza del Libero è subordinata alla rotazione del giocatore titolare di cui prende il posto, dovendo obbligatoriamente renderlo quando questi riguadagna la prima linea (posto 4). Di solito, nella pallavolo moderna il libero entra al posto del centrale che è in seconda linea dopo che questi ha completato il suo turno di battuta, ed esce al momento di passare in prima linea per farvi rientrare il centrale, per poi attendere il turno dell'altro centrale. Pertanto, tra l'uscita del Libero e il suo nuovo ingresso, deve sempre intercorrere almeno una azione di gioco.

Il Palleggiatore

La sua posizione iniziale nella formazione determina la cosiddetta "fase" (numerata da 1 a 6), da cui derivano la posizione degli altri atleti e i possibili schemi di gioco che si possono attuare. A lui sono indirizzati tutti i palloni provenienti dalla ricezione o dalla difesa, che dovranno essere smistati agli schiacciatori. Per questo motivo si parla del palleggiatore come del "regista" d'attacco della squadra. Deve essere un leader non soltanto in campo, ma anche fuori. Deve possedere un patrimonio di capacità coordinative il più ampio possibile, sulla cui base si può inserire un elevato livello della tecnica specifica del palleggio. È sicuramente il giocatore che coopera maggiormente con l'allenatore e ne condivide programmi e strategie. (3) 

Caratteristiche del palleggiatore

  • Precisione di palleggio sia su alzate alte e lontane che su alzate vicine e veloci. È questa, sicuramente, la caratteristica più tipica dell'alzatore, che deve mettere i compagni di squadra in condizione di poter schiacciare in modo positivo. Il regolare rendimento di uno schiacciatore è, infatti, in larga misura frutto di una precisione costante nelle alzate che riceve.
  • Intelligenza tattica: a parità di precisione di palleggio, quello che fa la differenza tra un regista e un altro, è la scelta del tipo di alzata, che può condizionare sostanzialmente il rendimento dei singoli attaccanti e, di conseguenza, di tutta la squadra. A ogni palleggio è necessaria una grande lucidità per sfruttare al massimo sia le potenzialità d'attacco dei propri schiacciatori, sia le debolezze difensive dell'avversario.
  • Reattività negli spostamenti: è necessaria, in quanto raramente il palleggiatore si trova già in partenza nel punto di campo dove eseguirà il secondo tocco, e spesso è costretto, invece, a coprire parecchi metri di corsa per arrivare in posizione corretta sulla palla. Un alzatore con tempi di reazione modesti sarà frequentemente in ritardo e quindi, trovandosi fuori equilibrio, difficilmente riuscirà ad alzare palloni utili ai propri attaccanti.
  • Tocco di palla morbido e naturale. Esistono essenzialmente due tipologie di alzatori: quelli che posseggono un tocco naturale di palleggio e quelli che, invece, se lo sono costruito negli anni con l'allenamento. La differenza sostanziale tra queste due categorie è che i primi hanno meno difficoltà a fronteggiare situazioni particolarmente stressanti, mentre i secondi, in posizioni di scarso equilibrio o in condizioni di elevata tensione fisica e psicologica, tendono a "sporcare" il palleggio, che può anche diventare impreciso e falloso (fallo di doppio).
  • Alta statura. l'altezza dei giocatori è diventata di importanza determinante, soprattutto per poter contrastare a muro gli attacchi avversari. Anche i palleggiatori hanno risentito di questa tendenza, tenendo conto, poi, del fatto che l'alzatore, quando è in prima linea, dovrà murare l'attacco dello schiacciatore laterale della squadra avversaria. Un alzatore troppo basso creerebbe un "buco" nel muro, consentendo allo schiacciatore avversario di passarci sopra e mettere, così, in grossa difficoltà la propria difesa.

Il lavoro del regista

L'alzatore deve tenere in considerazione molti aspetti specifici, determinati dall'andamento della partita in corso. Deve:

  • cercare la condizione tattica per cui l'attaccante più forte si trovi a schiacciare sul giocatore a muro più debole della squadra avversaria;
  • privilegiare le alzate che si sono rivelate più efficaci in allenamento;
  • insistere sullo stesso tipo di alzata se l'avversario non riesce ad arginare l'attacco che ne consegue (finché non adotta contromisure adeguate) e, viceversa, cambiare sistematicamente il tipo di alzata se l'avversario mostra una certa facilità di replica;
  • cercare di essere fantasiosi nella scelta delle varie alzate (utilizzando gli schemi provati in allenamento) per risultare imprevedibili nei confronti del muro e della difesa avversaria;
  • se i giocatori a muro avversari non hanno buone capacità di spostamento, sfruttare tutta l'ampiezza della rete per obbligarli a muoversi il più possibile;
  • utilizzare, nei momenti decisivi del set, gli schiacciatori più "freddi" e determinati della propria squadra e, in gioco, più spesso gli schiacciatori con il miglior rendimento;
  • cercare di alzare il maggior numero di palloni in sospensione per rendere più difficile l'intervento del muro avversario;
  • non trascurare gli attacchi di "secondo tocco" per obbligare il muro avversario a mantenere fino all'ultimo momento la posizione davanti al palleggiatore ritardando, quindi, il piazzamento sugli schiacciatori;
  • sfruttare la visione periferica per controllare l'eventuale piazzamento anticipato del muro avversario e, di conseguenza, evitare certi tipi di alzate.
  • prestare attenzione alla sua posizione iniziale di prima o seconda linea, quest'ultima limitandolo in alcuni attacchi fino a ottenere una suddivisione sostanziale tra le sei possibili "fasi" (alzatore di "prima" o di "seconda"), al punto che è piuttosto frequente che la squadra o l'allenatore rammenti sulla posizione di prima o seconda linea dell'alzatore avversario, in modo da predisporre il gioco adeguato.

Lo Schiacciatore laterale

Lo schiacciatore laterale è detto anche "Laterale", "Schiacciatore-Ricevitore" o più semplicemente "Banda".

Il ruolo e i suoi requisiti

È, forse, il ruolo più faticoso di tutti perché richiede al giocatore sia di ricevere (anche quando è in prima linea) che d'attaccare. Per questo è richiesta una certa completezza tecnica nell'esecuzione dei fondamentali.

Solitamente gli schiacciatori laterali tendono ad eccellere in uno soltanto dei due compiti principali cui sono preposti (attaccare e ricevere). Essendo rarissimi i giocatori in questo ruolo che riescono ad essere molto efficaci sia in attacco che in ricezione, gli allenatori preferiscono solitamente schierare in campo un laterale "specializzato" in ricezione ed uno specializzato in attacco. Soluzioni differenti, infatti, creerebbero uno squilibrio nel gioco e manderebbero a monte la tattica di squadra.

Le zone occupate dai giocatori di questo ruolo sono la zona 4 (quando il giocatore si trova in prima linea) e la zona 6 (quando è in seconda linea). Prima dell'introduzione del ruolo del Libero, il laterale in seconda linea stazionava in zona 5, mentre in zona 6 veniva schierato il centrale, che attaccava in Pipe. Poiché il libero non può attaccare, quando è stato introdotto nelle regole di gioco, quasi tutte le squadre hanno spostato il Libero (che solitamente occuperebbe il posto del centrale) in zona 5 e il laterale in zona 6, per poter conservare l'attacco in “Pipe”.

Velocità, peso e potenza sono le componenti fisiche necessarie per la schiacciata. 

La complessità del ruolo

Per diventare uno schiacciatore si deve mostrare la volontà di diventarlo, schiacciando sia con tenacia che con intelligenza. Deve sempre esistere l'intento di stabilire un "dominio" sulla difesa avversaria. Ad esempio, se il muro avversario è alto, lo schiacciatore deve saper utilizzare questa situazione a proprio vantaggio: guardare se ci sono varchi, cercare un mani out, ricordando sempre che, contro un buon attaccante, un muro commette sempre più errori di quanti punti ottenga, anche se sembra intimidire. Lo schiacciatore non deve mai accettare che ci possa essere un senso di dominio del muro nei suoi confronti.

Un attacco non è un'azione ad una sola dimensione, ma è un processo mentale che parte da una predisposizione mentale. Fra il muro e lo schiacciatore esiste una forza di volontà. In essa, la persona che compie l'ultima mossa, di solito vince (ad esempio, una rincorsa dello schiacciatore in parallela, per poi "girare" il colpo in diagonale). Lo schiacciatore che possiede un buon controllo del movimento del polso, può usarlo all'ultimo momento; lo schiacciatore che capisce ("leggendo" la difesa avversaria) quando eseguire un pallonetto, quando "piazzare" il colpo o quando tirare forte, è in vantaggio rispetto al muro avversario.

Per ottenere tutto questo è essenziale il controllo, e questo richiede un'esecuzione perfetta della rincorsa, specialmente per quel che riguarda gli ultimi due passi e la "fase di volo". Bisogna essere in grado di colpire la palla nell'ambito dei diversi momenti della propria traiettoria di volo; questo viene chiamato "tempo di sospensione", ed è la capacità di padroneggiare la fase di volo per disporre della miglior struttura temporale per il contatto con la palla. (4) 

Lo schiacciatore-opposto

Il nome

Il ruolo ha questo nome per antonomasia, perché è coperto dal giocatore situato in posizione diametralmente opposta a quella del palleggiatore (infatti ogni giocatore ha un suo "opposto"). Per distinguerlo ulteriormente, viene anche detto fuorimano o contromano.

Il ruolo

Per questa sua posizione l'opposto è chiamato più volte ad attaccare dalla seconda linea proprio perché il palleggiatore avanti "brucia" la disponibilità di uno schiacciatore; mentre trovandosi in prima linea generalmente effettua il muro in zona 2 coprendo il palleggiatore (a cui è destinato il secondo tocco di palla).

Spesso l'opposto è un giocatore mancino per poter più facilmente attaccare da posto 2 nei diversi punti del campo avversario.

Indubbiamente questo ruolo richiede una maggior incisività in attacco rispetto a tutti gli altri ruoli.

Inoltre l'opposto non ha il compito di ricevere, quindi i giocatori di questo ruolo non devono essere necessariamente buoni ricettori.

Generalmente l'opposto deve avere una altezza notevole e una fisicità nettamente superiore agli altri giocatori. 

Conclusione

Questo breve saggio su la scelta del ruolo nella pallavolo vuole essere uno spunto per i tecnici e per le loro società al fine di applicare al meglio la teoria. La scelta del ruolo non deve essere considerata un’etichetta a vita, bensì una tappa. È utile pensare che, tutti devono sapere fare tutto per un fattore di crescita personale.

 

  1. F. ANDERLINI - F. BALDUCCI, "Preparazione per una pallavolo totale", S.S.S.,1975, pg. 23.
  2. A. FAVERZANI, "La pallavolo", ed. Elika 2000, pg. 68.
  3. www.wikipedia.it
  4. Ibidem.

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