Pallavolo

Come la pallacanestro, anche la pallavolo, ha una precisa data di nascita: il 1895.

Ed un inventore ufficiale: l’insegnante di educazione fisica all’Ymca College di Holyoke, nel Massachussetts, William Morgan.

Come solo quattro anni prima aveva già fatto Naismith per il basket, anche il fantasioso suo collega volle creare un gioco che, pur offrendo ai giovani, durante la stagione invernale, una buona preparazione tecnica ed atletica, evitasse di sottoporli ai duri scontri del football americano o a quelli più contenuti, ma pur sempre esistenti, del basket. Ben presto, dagli Stati Uniti il nuovo sport si diffuse in Asia, soprattutto in Cina, Giappone e Filippine, e quindi in Europa.

 

La curiosità

Attraverso la capillare organizzazione delle YMCA sparse in tutto il mondo, la pallavolo si diffuse anche attraverso le forze armate impegnate nella prima guerra mondiale. Infatti il Dr. George J.Fisher, segretario della YMCA War Work, l'inserì nei programmi ricreativi dell'armata statunitense, alla quale la Spalding & Brothers mise a disposizione ben 16.000 palloni di gioco.

 

Il divertimento è assicurato

La pallavolo è uno sport che può essere praticato, per divertimento,da tutti e in qualsiasi ambiente, dalla spiaggia, al cortile, alla palestra. È sufficiente un elastico o una semplice corda da tendere tra due alberi e il campo è già pronto. Ancora oggi, nonostante dal 1964 sia ufficialmente sport olimpico, ed ad alto livello sia tra gli sport più spettacolari in assoluto, la pallavolo è il gioco ricreativo e formativo scolastico per eccellenza; un gioco, ritenuto dagli insegnanti, integrativo per la preparazione atletica di tutte le altre discipline sportive.

 

Il gioco

Il gioco ha come obiettivo quello di respingere il pallone nel campo avversario, facendogli oltrepassare la rete e senza mai essere trattenuto, accompagnato o toccato due volte consecutivamente dallo stesso giocatore.

I movimenti base che dovete imparare per giocare e divertirvi con i vostri compagni, denominati “fondamentali” sono essenzialmente cinque: la battuta o servizio, la ricezione in bagher, l’alzata in palleggio, la schiacciata, il muro.

 

Regole semplici, ma in continua evoluzione

Negli anni le regole del gioco sono state via via modificate con lo scopo di rendere la pallavolo sempre più dinamica e spettacolare. La prima grande rivoluzione avviene nel 1988 con l’introduzione del tie-break nell’eventuale 5° set con un punto per ogni azione di gioco. Nel 1992 nel tie-break il limite massimo di punti da raggiungere viene spostato da 17 a 15 o oltre, prevedendo però un distacco di almeno due punti. Nei successivi anni il regolamento viene progressivamente ritoccato. Le modifiche più significative: la possibilità di colpire la palla con qualsiasi parte del corpo, è perciò anche di essere calciata, l’estensione della zona di sevizio oltre i 9 metri della linea di fondo, il prolungamento delle linee d’attacco di 1,75.

 

Uno sport completo

Si tratta di uno sport che sviluppa armonicamente sia la parte superiore che inferiore del corpo e richiede grandissima coordinazione, controllo del corpo, agilità ed esplosività. Sono inoltre indispensabili, essendo spesso le azioni molto veloci, tempestività, concentrazione e prontezza di riflessi.

 

Uno sport in rosa

Per queste sue caratteristiche, la pallavolo è uno sport adatto sia ai ragazzi che alle ragazze, ma sono proprio queste ultime che, privilegiando spesso la mancanza dei contatti fisici presenti in altre discipline sportive, lo prediligono. Se a questa caratteristica si aggiunge poi il fatto che la pallavolo è lo sport di squadra scolastico per antonomasia, si comprende facilmente come mai siano così numerose le giovani atlete che fin da giovanissime, si dedicano alla sua pratica.

 

Quando cominciare

Per rendere più accessibile il gioco ai giovanissimi, la Federazione Italiana Pallavolo ha introdotto il minivolley in cui vengono utilizzati palloni più piccoli e reti più basse e al quale si possono iscrivere bambine e bambini dai 5 anni in avanti. Inizialmente si evidenzia maggiormente l’aspetto ludico e globale del gioco, per poi passare gradualmente dapprima all’insegnamento dei fondamentali d’attacco individuali (battuta - palleggio - bagher) e poi al concetto di difesa.

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