Calcio

Da "Psicologia per lo sport in 400 domande e risposte", Vincenzo Prunelli, Edizioni Calzetti & Mariucci.

Quali criteri sono importanti nella scelta del capitano? È una figura che si crea, e se sì, come? Si può cambiare l'idea iniziale e farlo fare a un altro?

Il capitano dovrebbe essere una persona adatta a certe funzioni di guida, essenziali per un miglior funzionamento della squadra, e non solo una figura che si presenta bene. Dunque, una figura che possiede certe caratteristiche di base, ma che si crea evidenziando e armonizzando tutte queste sue potenzialità.

Di solito il capitano è il giocatore più rappresentativo, quello più bravo o di più lunga militanza, ma non sempre questi criteri sono validi. Andando secondo tradizione si evitano malumori e magari capricci, ma il capitano dovrebbe essere un vero leader che:

  • sa pensare anche per gli altri e mettersi a disposizione;
  • sa essere più tranquillo degli altri per riportare la calma o rivolgersi all'arbitro senza rischiare;
  • sa mettere insieme le idee e armonizzare le iniziative di tutti;
  • sa prendere in mano la situazione quando c'è crisi o tensione.

Riguardo a un cambiamenti di idea nella scelta del capitano, se abbiamo un buon motivo per la sua sostituzione, tipo l'aver trovato un altro più adatto o l'aver scoperto che quello designato non lo è, tale sostituzione va fatta. Ma con cautela e spiegando sempre in modo adeguato le ragioni per cui la persona che subentra è ritenuta più adatta, perché se lasciamo credere al capitano declassato che la sostituzione è dovuta ai suoi demeriti, rischiamo di mettercelo contro, magari insieme a qualche suo gregario.

Si può far fare il capitano a rotazione a tutti i giocatori?

Se siamo convinti che in questo modo possiamo offrire più stimoli e se vogliamo che tutti si sentano più responsabili, o siamo sicuri di non creare malcontenti che poi sono difficili da gestire, facciamolo pure fare a tutti.

Teniamo però presente che il giocatore che è leader per carattere si sa già districare da solo, mentre agli altri dovremo chiarire cosa ci aspettiamo da loro e magari prendere atto che qualcuno non lo può fare.

E intanto facciamo attenzione a quelli che potrebbero interpretare l'incarico come occasione per sentirsi al di sopra degli altri e creare tensione, o a quelli che per la loro incapacità a farsi seguire o a intervenire nei confronti dell'arbitro potrebbero crearci delle difficoltà, altrimenti finiremo per scontentare tutti.

In ogni caso, la questione non è essenziale, perché di solito, una volta designato il capitano, tutti lo accettano senza avvertire il bisogno di prendergli il posto. Inoltre, se abbiamo scoperto che un giocatore si dimostra più adatto degli altri a tale ruolo – perché è più propositivo, sa gestire meglio le situazioni o farsi accettare da tutti –, lasciamo perdere con le rotazioni e teniamocelo.

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