Calcio

Il calcio, oltre ad essere lo sport nazionale, è anche quello più diffuso e praticato nel mondo.

La sua grande popolarità è dovuta sia alle sue regole semplici ed essenziali che lo rendono facilmente comprensibile, sia al fatto che non richiede attrezzature ed impianti particolarmente impegnativi.

Infine, aspetto non secondario, il basso costo di gestione e quote di iscrizione ai corsi per giovanissimi spesso solo simboliche, lo rendono accessibile ad ogni ragazzo, qualsiasi siano le condizioni sociali e le possibilità economiche della famiglia. Il calcio ha una precisa data di nascita: il 26 ottobre 1863. In quel giorno, infatti, in una taverna di Londra, i capitani di undici club sportivi si sono riuniti per fondare la prima associazione di football della storia, stabilendo anche il primo vero e proprio regolamento scritto del calcio. In Italia, invece, la prima società calcistica è stata il Genoa Cricket and Athletic Club, organizzata nel 1892 a Genova, guarda caso, da un gruppo di inglesi.

Quali caratteristiche fisiche e caratteriali è preferibile possedere?

Essendo uno sport di squadra, il calcio è il gioco ideale per chi ama stare in compagnia e condividere con i propri coetanei le infinite esperienze che si possono vivere in ogni allenamento e ogni partita. Per la grande varietà delle situazioni di gioco e di ruoli e la sempre maggiore “fisicità” del gioco, il calcio richiede una buona preparazione atletica generale e degli arti inferiori particolarmente tonici, oltre a capacità tecniche che si acquisiscono con l’allenamento. Si tratta di uno sport ormai praticato anche dalle ragazze, almeno da quelle che non si tirano indietro di fronte alla possibilità di un contatto fisico o che interpretano un quadricipite ben delineato come motivo di vanto e non di mascolinità.

Quando cominciare

Anche la FIGC, come gran parte delle Federazioni affiliate al CONI, ha un proprio settore giovanile al quale possono iscriversi bambine e bambini a partire dai 6 anni. È evidente che a questa età vengono privilegiati l’aspetto ludico e la preparazione psico-motoria, in modo tale da creare i giusti presupposti per affrontare, in seguito e con migliore profitto, la preparazione tecnica e la specializzazione nei vari ruoli e, soprattutto, sviluppare le reali potenzialità di ognuno.

Come vestirsi

Si gioca all’aperto e in qualsiasi stagione, quindi è opportuno adeguarsi al clima, specie coprendosi a sufficienza quando fa freddo. Non tralasciate mai di mettere nella vostra sacca la classica “maglietta della salute” di lana (che anche i grandi campioni regolarmente indossano!) in modo tale da assicurarvi una migliore traspirazione cutanea, impedendo, nello stesso tempo, quando siete sudati, il raffreddamento troppo brusco del corpo.

Il fascino del professionismo

Il calcio, per primo, ha permesso il professionismo sportivo e l’enorme giro d’affari che è andato negli anni creandosi intorno a questo mondo, ha fatto sì che i protagonisti delle partite siano pagati centinaia e centinaia di milioni, aggiungendo così al fascino del gioco un motivo molto forte di attrazione per i giovani e, molto spesso, per i loro genitori. I campioni del mondo del calcio sono, infatti, fra tutti, sicuramente quelli più ammirati e mitizzati. Diviene quindi normale il desiderio di volere diventare come uno di loro, famoso, idolatrato e ben pagato.

I consigli per i ragazzi

Cari aspiranti calciatori, sognare non è vietato, ma è importante che sappiate che la concorrenza è spietata e, dei tanti ragazzini che iniziano la pratica di questo sport, solo pochissimi arrivano ad essere dei veri campioni. Vivete quindi la vostra esperienza sportiva impegnandovi, ma senza farla divenire una ossessione e finalizzata esclusivamente alla cosiddetta carriera. Eviterete così delusioni purtroppo molto frequenti.

Il tifo nel calcio

Il tifo nel calcio raggiunge spesso livelli di guardia, che tendono a presentarlo come un fenomeno negativo. Si può combattere questa dannosa violenza solo se si riesce ad interpretare questo magnifico sport per quello che è: un gioco. Quando il tifoso non è anche un praticante, non è spesso in grado di valutare oggettivamente ciò che avviene in campo, trasformando la competizione sportiva in una vera e propria battaglia.

I consigli per i genitori

Solo chi gioca sa perfettamente che alla base di tutto c’è l’accettazione delle regole e degli altri – compagni, avversari, allenatori, arbitri –, quindi, voi genitori, cercate di contribuire all’equilibrato sviluppo fisico, mentale e sociale dei vostri figli non solo permettendo loro di dedicarsi alla pratica di questo sport, ma anche dando loro il buon esempio. Ho visto troppi padri e madri che, quando sono sugli spalti, si trasformano in intolleranti tifosi, o che, sovraccaricando i propri figli con utopistiche aspettative, contribuiscono solo a renderli degli insoddisfatti.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster