Calcio

"Psicologia per lo sport in 400 domande e risposte", Vincenzo Prunelli, Edizioni Calzetti & Mariucci.

A metà campionato siamo secondi in classifica e uno dei giocatori più bravi mi dice: "Mister, mi spiace, ma non ho più voglia di giocare". Cosa può essere successo? E cosa fare?


O è subentrato un interesse più forte dello sport o è lo sport che ha perso interesse. Nel primo caso, oltre a cercare di trattenerlo e sperare che torni allo sport, c'è poco da fare. Nel secondo, è probabile che abbiamo commesso qualche errore. 
Forse abbiamo creato un clima di tensione con pressioni eccessive o maldestre, e non siamo intervenuti quando era più facile rimediare. Abbiamo lasciato nascere dei clan in lotta tra loro, abbiamo reso sgradevole o troppo pesante l'allenamento o non abbiamo lasciato spazio alla creatività e all'iniziativa. Abbiamo fatto qualche torto e magari commesso qualche ingiustizia, oppure abbiamo chiesto troppo o troppo poco. 
Può anche semplicemente accadere che il ragazzo abbia perso la voglia di giocare. Cosa si deve fare in questo caso? È logico che ognuno faccia ciò che più gli piace, ma lo sport è una di quelle attività formative che non bisogna lasciar abbandonare anche a costo di essere insistenti e di usare qualche manipolazione. Accettiamo, comunque, che un ragazzo abbia motivazioni più forti per qualche altro interesse, ma prima di arrenderci rendiamo lo sport più gradevole, in modo che il ragazzo lo rimetta al primo posto o decida di conciliarli.

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