Calcio

Cosa significa "partita magica"? Come si trova e come la possiamo usare?

La partita magica è quella nella quale si è vissuto lo stato psico-fisico del rendimento ottimale, che è il sentirsi al massimo, provato anche una sola volta, o la somma di momenti "magici" che, senza che l'atleta ne sia consapevole, si sono sedimentati, formando un insieme che può sembrare il "vissuto" di una sola partita. Questo vissuto è un ricordo che l'atleta allenato sa rievocare e vivere in tutta la sua intensità e utilizzare in campo in ogni momento della prestazione. 

La partita magica è quella in cui l'ambiente è familiare, l'avversario non suscita timori immotivati, il campo è tutto compreso nella visuale, il gioco e l'azione sono fluidi e riescono come sono stati previsti. Mentre lo stato psicofisico esprime facilità di azione, lucidità, sicurezza, energia, benessere fisico, entusiasmo e immediatezza nel mettere in pratica le azioni e i gesti tecnici ottimali sedimentati nella mente. Non è quindi un modo di sentirsi prodotto dalla volontà e dalla ragione, bensì una condizione che, se non è ostacolata dalla tensione, da un'attivazione troppo intensa e dalla lentezza del pensiero logico-razionale, si attiva in un attimo e senza sforzo. La condizione ottimale, infatti, è favorita da uno stato di tranquillità psicofisica e di coscienza interiore, che sono le condizioni tipiche dell'immediatezza e del pensiero intuitivo-creativo.
Tutto questo, se rievocato e rivissuto al presente nella sua completezza fisica, emotiva e motivazionale, si trasforma in uno stato psico-fisico che è la continuazione della partita magica e diventa la vera concentrazione. La condizione della gara magica è fissata nella memoria e tanti, pur non possedendo tecniche per evocarla, sono in grado di provarla prima di ogni prestazione. Ogni atleta ,in un modo o nell'altro, ne ha consapevolezza e la ricerca attraverso gesti o rituali che a volte sono vicini alla superstizione (stessa successione di gesti e di situazioni, gli stessi cibi o gli stessi indumenti o i mille accorgimenti per ripetere le condizioni di una partita positiva). Tutto questo, però, va allenato, altrimenti è difficile che diventi una condizione che si può sempre padroneggiare.

Come posso usare la partita giocata bene, quella che lei chiama "partita magica", per trasformarla in un insegnamento?

Di solito siamo abituati ad archiviare subito i successi e a soffermarci a lungo, e in modo troppo emotivo, sulle sconfitte. Certo, se qualcosa non va, occorre capirne le cause e correggerle, ma è più utile cercare di capire i meccanismi fisici e psicologici che stanno alla base del rendimento.
Il modo di trasformare la partita magica in un insegnamento, e quindi in uno strumento da usare, è il parlarne in gruppo con tutta la squadra, in modo che ognuno si esprima su come l'ha vissuta fisicamente ed emotivamente e confronti la sue esperienza con quella degli altri. Ma non basta una conoscenza razionale. Dobbiamo creare un clima il più possibile tranquillo, rilassato e anche isolato da fattori esterni di disturbo, perché non si tratta di fare dei ragionamenti, ma di ricreare lo stesso ambiente mentale della gara, in modo che la condizione ottimale acquisisca contorni sempre più netti e diventi una specie di automatismo sempre disponibile. È difficile da spiegare, ma immaginiamo di isolarci da tutto e di rivivere i momenti magici della gara.
Perché la partita magica diventi un insegnamento, chiamiamo ognuno a parlarne trascinando gli altri nel suo stesso ambiente mentale, in modo da sommare le condizioni positive di tutti finché ognuno avrà acquisito un'idea sempre più chiara di quella che è la sua condizione ottimale e una maggiore facilità di riprodurla in gara.

Come trovare, mantenere viva e portare in gara la condizione della partita magica?

L'atleta che la conosce e la padroneggia può richiamarla in qualsiasi momento e, una volta attivata, mantenerla viva anche senza dedicarvi una specifica attenzione. Una condizione presente nella memoria può infatti essere rievocata all'istante in tutti i suoi particolari fisici, cognitivi, emotivi e motivazionali, e agire subito sul comportamento. Chi la possiede inizia la gara in una condizione di rendimento ottimale e ha subito quei rinforzi e quella sicurezza che altrimenti troverebbe solo dopo alcune giocate positive. Chi non la possiede, quindi, si affida al caso, mentre, se il procedimento si automatizza con l'allenamento, basta un particolare per rievocare tutta la sensazione nella sua interezza.
Come rendere consapevole la condizione del massimo rendimento, che ha regole e logiche non casuali da scoprire e trasformare in strumenti da utilizzare in gara? Ci sono tecniche e percorsi specifici, che chiamano in causa l'immaginazione, i ricordi, la visualizzazione e altro, che si imparano attraverso un training specifico dell'allenatore e dell'atleta. Ma non scoraggiamoci se non possiamo farlo. Qualcosa di utile si può sempre fare abituando gli atleti ad analizzare e rivivere i momenti positivi di ogni partita, in modo da evidenziarli in tutti i loro fattori, fissarli nella mente e farli agire come un'attitudine positiva verso la gara. Certo in questo modo non si impara a rievocarla a comando, ma la mente in qualche misura si abitua da sola a richiamare le condizioni che le sono più favorevoli. Per trovarla si parla tutti insieme, così che ognuno colga e indaghi su di sé le condizioni positive proprie e quelle degli altri e le renda attive, in modo da saperle rivivere anche in campo. Non le può spiegare l'allenatore, perché proporrebbe le proprie e non attiverebbe, se non in modo casuale e occasionale, quelle dell'atleta. E, in più, sarebbe costretto a ricorrere a spiegazioni e rappresentazioni teoriche e astratte, vicine al ragionamento e incapaci di trasformarsi in sensazioni. La condizione magica, infatti, è un modo di sentirsi proprio e diverso per ognuno, ed è per questo che ognuno deve cercarla dentro di sé, definirne la sostanza e i contorni e impiegarla secondo le proprie necessità ed esperienze.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster