Beach Volley

Il sole, il vento, il partner, gli avversari oltre la rete, la sabbia che scotta sotto i piedi, ma soprattutto un punto ancora da conquistare. Questo in fondo è il beach volley, un mondo fatto di piccole cose, importantissime e senza troppi fronzoli.

Bastano due costumi uguali e il gioco, anzi il team, è fatto. Oggi si gioca ovunque: all'aperto, al chiuso, sulle Alpi o in mezzo ad una grande metropoli; ovunque si possa portare sabbia e passione.

Dalle olimpiadi ai tornei amatoriali la parola d'ordine è sorridere, divertirsi e non pensarci troppo su. In fondo è solo un gioco, anche quando diventa una professione o rimane un bellissimo passatempo. Il Brasile e la California sono le scuole più radicate, grazie alle interminabili spiagge ed al clima invidiabile, ma tanti nuovi paesi si sono attrezzati, nonostante i loro rigidi inverni e hanno lanciato già da qualche anno la loro sfida, culminata con l'oro maschile della Germania alle olimpiadi di Londra.

L'Italia nel frattempo non è rimasta a guardare, ha trovato dei fieri condottieri che ci hanno regalato già importanti medaglie e Rio 2016 è sempre più vicina e piena di sogni tricolori. Nel frattempo le scuole sono nate in tutta la penisola, al coperto e al chiuso, colorando con i diversi dialetti i nomi dei colpi tipici di questo sport.

Lo shot è diventato la palletta, il cut la tagliata e il partner il socio o la socia. Inutile dire che le ragazze che ci giocano hanno dei fisici super e anche i ragazzi non sfigurano affatto. Ma la cosa più bella è che va bene da zero a cento anni, perché camminare a piedi nudi sulla sabbia fa tornare tutti bambini, figuriamoci correre, tuffarsi e saltare. Unico neo la dipendenza che crea, tanto da impedire ai suoi estimatori qualunque forma di disintossicazione dal benessere che dona.


www.viscahibeachvolley.com

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