Atletica

Tutti i salti (in alto, in lungo, con l’asta e triplo) hanno come caratteristica fondamentale la fase di volo, che punta a superare la maggiore altezza o distanza possibile.

La riuscita in queste specialità dipende dalla giusta combinazione tra velocità della rincorsa e potenza nello stacco da terra. Ma tutto ciò non è sufficiente se non si posseggono anche evidenti capacità di coordinazione, concentrazione e una conoscenza pressoché perfetta del proprio corpo. Infatti, l’atleta deve riuscire a lanciare se stesso il più possibile in alto o in lungo, assumendo, in un tempo assai breve, l’assetto corporeo ottimale.

 

Il salto in alto

Si basa sul superamento di un’asticella posta su due ritti ad altezze progressivamente crescenti. La rincorsa porta l’atleta sotto l’asticella dove, con la battuta di un solo piede, deve trasformare la velocità orizzontale della corsa, in forza ascensionale, cercando di portare il baricentro del proprio corpo il più in alto possibile.

 

La sua evoluzione

In origine si saltava ponendosi di fronte all’asticella e scavalcandola a corpo eretto, poi nel 1912 l’americano G. Horine ha introdotto una tecnica di salto nel quale il corpo, quasi orizzontale, rotolava intorno all’asticella. Da allora gli stili si sono ulteriormente trasformati. Quelli attualmente utilizzati sono lo Stradale o scavalcamento ventrale ed il Fosbury o scavalcamento dorsale. Mentre nel primo è richiesta una tecnica abbastanza complessa, molta coordinazione ed una grande forza negli arti inferiori, il secondo stile è più facile da apprendere, richiede più velocità ed agilità che forza e, tutto sommato, è più redditizio. Inventato proprio da Dick Fosbury, che con esso vinse le Olimpiadi del 1968, consiste in una lunga e velocissima rincorsa curvilinea a balzi, che porta l’atleta a trovarsi con la schiena rivolta all’ostacolo, e in uno stacco violento, che porta il corpo del saltatore ad inarcarsi oltre l’asticella, sfiorandola con la schiena, prima di ricadere a dorso all’ingiù sul materasso.

 

Caratteristiche del saltatore in alto

In questa specialità sono ovviamente facilitati gli atleti longilinei, alti (la media altezza ormai sfiora i due metri) e leggeri. Il salto in alto richiede una tecnica alquanto sofisticata e una preparazione fisica e psicologica molto accurate. L’allenamento, quindi, dovrà soprattutto sviluppare la forza degli arti inferiori, la velocità e la coordinazione. Lo stile deve essere automatizzato in modo preciso e la rincorsa, lo stacco e la fase di volo devono essere collegati l’uno all’altro in modo efficace.

 

Il salto con l’asta

Si tratta di una delle specialità più complesse dell’atletica leggera: richiede, infatti, una enorme preparazione tecnica, una notevole forza fisica (specie nelle braccia) e grande coordinazione e tempismo. La velocità della rincorsa che prepara al salto viene trasformata, nel momento dell’imbucata-stacco, in forza ascensionale dall’azione delle braccia che caricano l’asta, flettendola. L’atleta attende, quindi, il raddrizzamento dell’asta, raccogliendo le gambe, prima di portare i pedi verso l’alto con un’azione di “tirata” sull’asta che provoca la rotazione del corpo e l’ulteriore innalzamento che permette di superare l’asticella. I saltatori con l’asta devono essere, quindi, veloci, agili, un po’ spericolati, ma anche disposti a sottoporsi ad allenamenti particolarmente impegnativi.

 

Il salto in lungo

Appartiene ai salti in estensione e consiste in una rincorsa veloce e ritmata, in uno stacco violento sull’asse di battuta e in un volo vero e proprio, durante il quale l’atleta unisce la gamba di stacco all’altra e chiude il balzo. Di conseguenza, un buon saltatore in lungo deve essere, prima di tutto, un velocista, un atleta che sa creare una forte accelerazione in uno spazio ridotto. Il miglioramento della velocità e la capacità di acquisire una rincorsa molto precisa ai fini dello stacco, sia nella progressione che nella lunghezza, sono elementi basilari dell’allenamento, ai quali si affianca lo studio della particolare tecnica di volo.

 

Il salto triplo

Il salto triplo non è altro che uno sviluppo del salto in lungo e si effettua sulla sua stessa pedana. Si tratta di un salto un po’ artificioso, perché tra lo stacco e l’atterraggio si compiono altri due appoggi a terra. Il triplo consiste, infatti, in un primo balzo (hop), in un lungo passo intermedio (step), e in un salto finale (jump). Al primo balzo l’atleta deve ricadere sullo stesso piede con cui ha staccato; nel secondo deve atterrare sull’altro piede, che diventa così il piede di battuta per l’ultimo balzo. Anche in questa specialità è importantissima la rincorsa, ma ai fini del risultato, è fondamentale più che la potenza del singolo stacco, sapere distribuire in modo equilibrato la forza nei balzi.

 

I record mondiali

Specialità  - Atleta -  Nazione - Quanto - Quando - Dove
Alto maschile Javier Sotomayor Cuba 2.45 1993 Salamanca
Alto femminile Stefka Kostadinova Bulgaria 2.09 1987 Roma
Asta maschile Sergey Bubka Ucraina 6.14 1994 Sestrière
Asta femminile Stacy Dragila USA 4.81 2001 Palo Alto
Lungo maschile Mike Powell USA 8.95 1991 Tokio
Lungo femminile Galina Cchistyakova URSS 7.52 1988 Leningrado
Triplo maschile Jonathan Edwars G. Bretagna 18.29 1995 Goteborg
Triplo femminile Inessa Kravets Ucraina 15.50 1995 Goteborg 

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