Atletica

La regina degli sport. Le corse, i salti e i lanci costituirono una delle prime attività dell’uomo.

Ben presto, però, lo spirito agonistico ed il piacere di confrontarsi con gli altri, insiti nell’uomo, le trasformarono in vere e proprie discipline sportive, sganciate, quindi, dalle primitive attività di caccia e di guerra. L’atletica leggera è oggi definita, a ragione, la “regina degli sport”: certo è che sulle piste e sulle pedane l’atleta è ora, come in passato, solo con se stesso. È lo sport che, più d’ ogni altro, dà l’esatta misura dello stretto rapporto tra impegno e costanza nell’allenamento e risultato raggiungibile. In ogni momento, tramite un cronometro ed un metro, si possono, infatti, in modo inequivocabile, verificare le proprie capacità, controllando ogni ben che minimo miglioramento.

 

Dall’atletica le basi scientifiche per gli altri sport

I tecnici dell’atletica, per primi, hanno sentito l’esigenza di strutturare i propri allenamenti di metodologie di lavoro specifiche e finalizzate allo sviluppo delle capacità motorie richieste per le varie gare. I risultati ottenuti, grazie alla sperimentazione e collaborazione con medici e psicologi dello sport, sono tuttora la base per la programmazione dell’allenamento di tutte le altre discipline sportive.

 

Le sue origini

Abbiamo visto che le origini dell’atletica coincidono con quelle dell’uomo, ma l’organizzazione delle prime manifestazioni sportive coincide con la nascita dei primi giochi storicamente accertati che si svolsero in Grecia, ad Olimpia, e che per questo furono denominati Olimpiadi.

 

Curiosità

I giochi olimpici erano talmente importanti che, nel periodo di svolgimento delle gare, tutte le guerre in atto venivano sospese e che la data della prima Olimpiade, il 776 a.C., coincide con l’anno zero della storia greca.

 

Le specialità: la corsa

L’atletica leggera si articola in numerose specialità che hanno come base la corsa, il salto, il lancio.

La corsa è l’espressione principale dell’atletica in quanto non solo è l’attività specifica per coprire le varie distanze in piano o con gli ostacoli, ma anche l’azione di base delle tecniche di lancio e salto.

La corsa comprende le gare di velocità, di mezzofondo, fondo (tra cui la maratona e le campestri, le uniche a non disputarsi su pista) e le gare ad ostacoli.

Nell’azione della corsa sono chiamate al lavoro tutte le parti del corpo, quindi questo gesto globale e dinamico richiede un notevole impiego di energie.

 

Il velocista

Questo atleta deve possedere una buona statura (anche se non è strettamente indispensabile), un passo ampio, una grande elasticità negli arti inferiori, una buona coordinazione, eccellenti tempi di reazione ed un eccellente controllo emotivo. Il velocista utilizza l’energia già accumulata nei propri muscoli (meccanismo anaerobico) senza che intervenga quel processo di ricambio che l’ossigeno inspirato apporta alla muscolatura.

 

Il mezzofondista

Gli atleti che partecipano alle gare del mezzofondo (dagli 800 ai 5000 metri) devono unire a doti di resistenza alla fatica, anche una buona velocità di base, dal momento che gli ultimi metri di gara vengono percorsi con il ritmo e i tempi di una corsa di velocità. L’atleta che percorre, quindi, questo genere di distanze deve potere sopperire all’accumulo di acido lattico dovuto allo sforzo, potenziando al massimo l’apparato cardio-circolatorio. Nel mezzofondo eccellono soggetti slanciati, resistenti, ma con spiccate doti di velocità

 

Il fondista

Nel fondo sono favoriti soprattutto i soggetti leggeri, che hanno come caratteristiche fondamentali la facilità di corsa, la capacità mentale di resistenza alla fatica, il piacere di sottoporsi ad allenamenti particolarmente lunghi e faticosi ed un formidabile sistema cardiocircolatorio: il loro cuore, ad esempio, arriva a punte di 200/220 pulsazioni al minuto.

 

La maratona

È la corsa olimpica più lunga: 42 chilometri e 195 metri. Si tratta di una prova durissima nella quale il risultato finale dipende da una miriade di fattori, sia di natura fisiologica che psicologica, sia esterna come temperatura, tipo di percorso ecc. Il maratoneta è un atleta solitario, che sa sopportare la monotonia, che possiede un gran fiato e ha piedi particolarmente resistenti. Un ritmo di corsa costante, al limite delle capacità di accumulo di acido lattico nei muscoli, consente di realizzare le migliori performances. Poiché quest’atleta consuma una grande quantità di calorie, tra i vari aspetti della preparazione, ricopre grande rilevanza l’alimentazione.

 

La marcia

Fra marcia e corsa c’è una grande differenza. Il marciatore, infatti, deve compiere una progressione di passi eseguiti in modo tale da mantenere un contatto ininterrotto con il terreno. Ad ogni passo, cioè, il piede davanti deve toccare il suolo, prima che quello posteriore lo lasci. Inoltre, quando un piede poggia sul terreno, la gamba relativa deve essere, per almeno un momento, tesa. La successione rapida dei passi, assecondata dai movimenti dell’anca, del tronco e degli arti superiori, impegna tutti i muscoli, ma permette anche una respirazione calma e regolare. Dalla velocità del doppio appoggio deriva l’efficacia dell’azione. La preparazione del marciatore è particolarmente lunga e curata e si concentra soprattutto sulla scioltezza del passo-spinta, in modo tale che possa essere scorrevole e non saltellante. 

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