Arti marziali

Le motivazioni che spingono un soggetto a scegliere un determinato centro-palestra dove si pratica una particolare disciplina piuttosto che un’altra hanno molteplici chiavi di lettura.

L’individuo giovane ha poche competenze per ponderare le scelte, per cui sarà stato sicuramente inviato dai genitori in quel centro sportivo, a seguito di una valutazione dei costi/ricavi e di altre variabili. Questo è l’aspetto che ci piace definire «cognitivo».

Per fasce d’età che presuppongono un certo grado d’indipendenza e identità quasi ben strutturate (possesso di mezzo proprio e chiare aspettative) sorge l’esigenza di indagare le variabili emotive che spingono a scegliere fra le tante offerte del variegato mondo marziale. Questo non è un lavoro facile se non si hanno conoscenze specifiche sui significati che l’individuo e la comunità possono attribuire al fenomeno sport e del confronto tra diversi modelli teorici. Occorrono competenze e motivazioni.

Corre l’obbligo di puntualizzare alcune definizioni sulle quali c’è un buon grado di accordo nella letteratura scientifica. Competenza = Conoscenza + Abilità + Esperienze pregresse + Opportunità situazionali e Motivazione = Risultati attesi. In altre parole, la competenza è l’elemento tecnico che permette la prestazione, e la motivazione l’elemento dinamico, costituito dall’obiettivo di ruolo, che dirige lo sforzo verso un risultato atteso, e ne regola intensità e persistenza (Ferrari, 2011). Ad esempio si conoscono bravi atleti che, non motivati a sufficienza, escono di scena in modo poco dignitoso. Altre volte atleti motivati di propria iniziativa, oppure «caricati» da grandi motivatori riescono a compiere gesta che invertono i copioni cui siamo abituati.

È la bellezza dello sport, dove si hanno in comune due braccia e due gambe, ma differenti sistemi cognitivi e percettivi. Per scegliere una condotta all’interno di un ventaglio di opportunità bisogna dosare con grande intelligenza vincoli e opportunità, «usando il cervello». Alcuni di noi si sono affidati fino ad oggi all’esperienza o al buon senso per capire «la personalità» di chi ci è di fronte, sia nel caso di un nuovo praticante che nel caso dei docenti. Solo i grandi Maestri hanno la dote di entrare subito in sintonia col nuovo adepto toccando le corde giuste. Altri con una massiccia dose di fortuna possono continuare a galleggiare o a improvvisare.

Il nuovo iscritto è una risorsa, e ha un preciso status. Ricetta semplice: allora basta avere una bella palestra e un buon istruttore e tutto si risolve? Non è così. Il Maestro e l’organizzazione dove agisce, devono amare le cose che fanno, essere competenti e d’esempio per gli allievi. Solo così si arriva dritto al cuore della gente. Non basta avere una bella reception se poi gli spogliatoi non sono accoglienti e il clima è troppo competitivo. Se esce il campione, tutti gli attori di questa bella rappresentazione saranno gratificati anche nella parte agonistica, che però non è tutto. Il bellissimo esempio del film «Karate Kid» è noto a noi tutti.

Oggi la concorrenza impone di elevare la conoscenza teorico-pratica di ognuno affinché ne beneficino tutti. Nel villaggio globale il livello di scolarizzazione aumenta col diminuire delle distanze, e ciò comporta l’esigenza di riorganizzare le nostre credenze. Prova ne è il sorpasso ai danni dell’Europa da parte dei paesi emergenti che hanno investito in ricerca e formazione. Di là delle opportune differenze, nelle Arti d’Oriente dobbiamo avere l’obiettivo di ampliare la base di praticanti di queste attività che sono portatrici di ricchezza culturale e sono state completamente rivisitate e adeguate metodologicamente alla luce delle scienze motorie e della moderna psico-pedagogia e didattica.

Incontrare un vero maestro, quindi, può cambiare la vita di chi riceve un tale dono e ciò è tanto più frequente quanto più collaudato il meccanismo di selezione/formazione dell’organizzazione di cui egli fa parte. Scegliere bene e decidere per il meglio ci aiutano a diventare migliori.

 

Giuseppe Gendolavigna Esperto in Psicologia e Formazione Psicosociale

Membro Associazione Italiana Psicologia dello Sport

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