Arti marziali

Coordinate psicopedagogiche. Con l’inserimento dello Sport nella Scuola, concepito come mezzo privilegiato e motivante e come obiettivo educativo all’interno del percorso formativo tracciato dai Programmi Ministeriali.

La motricità ludico-sportiva ha ottenuto il riconoscimento più importante, ovvero l’attribuzione di un ruolo fondamentale nel processo di formazione dell’individuo, dove all’area motoria della personalità viene assegnato uno spazio adeguato alla sua fondamentale importanza.

Il fatto che la Scuola riconosca ufficialmente alla motricità sportiva, nelle sue molteplici espressioni, fondamentali valenze formative ed educative pone fine ad anni di freddezza e diffidenza nei confronti dello Sport e dell’Associazionismo Sportivo Nazionale. Ciò non significa che sono cadute le legittime riserve e le fondate preoccupazioni nei confronti di pseudoculture, di assenza o scarsa professionalità nell’ambito psico-pedagogico e metodologico da parte di coloro che si improvvisano tecnici sportivi e mettono a rischio la salute psico-fisica dei praticanti o nei confronti di tutte le forme di tecnicismo esasperato o di precocizzazione della attività agonistica, che vedono talvolta protagoniste Associazioni o Enti di vario tipo.

Al fine di fondare la collaborazione su solide basi, il protocollo firmato dal Ministero Istruzione Università Ricerca e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano - Federazioni Sportive Nazionali ha fissato inequivocabilmente gli obiettivi dello Sport a Scuola e le linee guida per i progetti e per le proposte metodologico-didattiche da sviluppare da parte delle FSN e da sottoporre alla commissione mista MIUR – CONI. La FIJLKAM ha ottenuto tra le prime l’approvazione dei progetti Judo, Lotta, Karate ed opera da tempo, e in maniera sempre più incisiva, all’interno della Scuola.

Storicizzando il problema, va detto che già da tempo la Società (collettività) aveva decretato il successo dello Sport come dimensione nella quale cercare il proprio benessere psico-fisico, l’occupazione del tempo libero, un momento di aggregazione sociale e, soprattutto, il momento della prevenzione e della formazione per i giovanissimi in età evolutiva, alle prese con una ipocinesi dilagante e di dimensione tale da mettere a rischio la salute e gli stessi processi di sviluppo psico-fisico.

Per questa ragione, da tempo, le famiglie avevano indirizzato verso le Società Sportive una consistente domanda di attività ludico-sportiva, strutturata in funzione delle esigenze di individui in età scolare (soprattutto dai 5 ai 14/15 anni). Tempestivamente la FIJLKAM aveva registrato questa linea di tendenza e aveva attivato una serie di iniziative atte a sensibilizzare Dirigenti e Tecnici verso questa realtà emergente e a preparare adeguatamente coloro che concretamente avrebbero dovuto occuparsi di formazione e avviamento alla pratica sportiva. Grazie a queste iniziative le Società Sportive della nostra Federazione avevano formulato risposte adeguate ai nuovi bisogni di formazione per i giovanissimi provenienti dalle famiglie ed avevano visto mutare la composizione dei propri frequentatori, relativamente all’aspetto anagrafico e ai bisogni connessi.

I nostri associati, che avevano partecipato tempestivamente e con determinazione a questa operazione culturale, da tempo avevano potuto acquisire cultura specifica in materia di educazione motoria, avviamento alla pratica sportiva e provveduto ad adeguare la programmazione delle proprie attività alla nuova realtà.

In sintesi, gli interventi hanno interessato l’ambito culturale e quello organizzativo attraverso:

  • l’elaborazione di progetti educativi per fasce di età;
  • l’ elaborazione di programmi didattici specifici;
  • l’organizzazione di attività didattica mirata ai giovanissimi;
  • l’organizzazione di attività di animazione e ludico-sportiva per giovanissimi.

Allo stato attuale delle cose l’ambiente del Karate FIJLKAM è perfettamente in grado di interagire con la Scuola, condividendone gli obiettivi educativi generali e specifici nell’ambito dell’educazione motoria e fisica e nell’ambito dell’avviamento alla pratica sportiva.

 

I PROTAGONISTI

1) LA SCUOLA È l’Agenzia alla quale viene demandato il compito di educare e formare i giovani in età scolare. Ogni cittadino ha l’obbligo di frequentare la Scuola Elementare e Media di 1° grado. I programmi ministeriali rappresentano linee guida valide su tutto il territorio nazionale. Per ciò che concerne l’Area Motoria dell’individuo, la Scuola Elementare provvede all’Educazione Motoria, la Scuola Media provvede all’Educazione Fisica. La Scuola è un autorevolissimo e potentissimo OPINION MAKER, nel senso che, accettando o rifiutando una specialità sportiva, per rimanere in tema di Sport, ne decreta l’accettabilità sociale e ne certifica le valenze educative e formative, fatto che influenza fortemente le famiglie, gli Enti Locali, ecc.

Ciò è accaduto per Sport provenienti da oltre Oceano come il Basket e il Volley, che, divenuti sport scolastici, hanno conosciuto una grande popolarità. Accade molto spesso che i giovani hanno a Scuola il primo contatto con lo Sport praticato, soprattutto le donne (circa il 90 %). Per questa ragione è di fondamentale importanza per il Karate essere presente e apprezzato nella Scuola, ovvero dimostrare le proprie valenze formative, educative e spettacolari nell’ambito più competente ad apprezzarle e a certificarle. Il mondo delle competizioni sportive è regolato da esigenze di prestazione, spettacolarità e mediaticità che prescindono completamente dalle considerazioni e che diventano, invece, fondamentali nell’ottica sociale dell’educazioneIpermanente. Pertanto, uno Sport che si vuole affermare deve mettere alla prova se stesso prima nel contesto più difficile, quello sociale e scolastico, poi in quello agonistico, anche se è ancora da dimostrare che Sport dalla gestualità ricca e multiforme e con valenze estetiche siano automaticamente mediatici.

Non è perseguendo soluzioni semplicistiche che si decreta il successo di una disciplina sportiva, il cammino è lungo e complesso. Si può tranquillamente affermare che il successo mediatico è il punto di arrivo, ovvero la logica conseguenza di un’ integrazione nella cultura sociale, nel mondo della Scuola e della Sanità, della considerazione delle Amministrazioni Locali e dell’avvenuta maturazione di un grande movimento sportivo-agonistico in grado di offrire organizzazione, valori e spettacolo.

2) LA FIJLKAM SETTORE KARATE è la Federazione ufficiale, demandata a organizzare e regolamentare la specialità Karate. In quanto tale, ha l’obbligo di formulare progetti e programmi che tengano conto della complessità del contesto sociale nazionale e internazionale nel quale opera. Questa progettazione è fondata su dati ISTAT e di altre autorevoli fonti (MIUR e CONI), recepisce le esigenze della società moderna in materia di motricità ludico-sportivo-agonistica, cerca di anticipare le linee di tendenza che emergono, recepisce le direttive provenienti dalla Comunità Europea e dal contesto sportivo mondiale rappresentato dal Comitato Internazionale Olimpico e tiene conto, infine, di un mercato delle attività motorio-sportive che è presente con le sue regole.

La Federazione organizza la propria attività interagendo con l’ambiente sociale, in tutte le sue componenti, al fine di sviluppare la specialità modulando e adattando continuamente progetti, programmi, metodi e contenuti,sopra ogni altra cosa per erogare un valido servizio alle Società Sportive.

Il “Progetto Sport a Scuola” rappresenta una fase importantissima di un lungo percorso intrapreso negli anni ’70 dal CONI – FSN e che ha visto nei Giochi della Gioventù l’inizio della collaborazione con la Pubblica Istruzione.

Questo Progetto rappresenta un salto di qualità nei rapporti tra queste due realtà e nella formulazione di strategie comuni. Progetto e programma sono sviluppati sulla base di:

  • Programmi ministeriali di EducazioneMotoria (Scuola Elementare) e di Educazione Fisica (Scuola Media di 1° e 2° grado);
  • Conoscenze fondamentali dei processi di socializzazione collettivi e psicologicobiologici individuali, presenti e operanti tra i 5 e i 18 anni;
  • Moderne teorie scientifiche (Cognitivismo), sugli studi sull’Intelligenza Motoria (Howard Gardner), intesa come un’ importante espressione dell’intelligenza e su fondamentali positivissime esperienze realizzate nel Karate federale sullo sviluppo delle Capacità Cognitive;
  • Esperienze maturate nella formazione dei praticanti di Karate in tutte le fasce di età;
  • Risultati acquisiti nella formazione di Atleti di alta prestazione e di Campioni nelle due specialità: Combattimento (Kumite) e Forma (Kata ). Il progetto è strutturato in funzione di un percorso formativo che parte dal SÉ e percorre tutto l’iter che consente all’individuo di realizzare le proprie potenzialità ai massimi livelli.

LA COMBINATA GIOCO SPORT - SCUOLA KARATE  La competizione rappresenta insieme un momento desiderato e temuto. Talvolta viene caricata di significati che non può e non deve avere. Per questa ragione viene vissuta in modo errato, come un momento di pressione e disagio, privo della gioia derivante dal contesto ludico, dal giocare insieme.

Se poi la competizione comporta lunghi spostamenti e la prova è costituita da un solo esercizio e si conclude in una manciata di secondi, la traccia che lascia nel vissuto individuale è talmente negativa da determinare un senso di frustrazione molto profondo, che viene presto seguito da un rifiuto a ripetere l’esperienza. Infatti, vi è un’ evidente quanto irragionevole sproporzione tra il tempo e le energie impiegate per recarsi sul luogo gara e il tempo della prestazione realizzata. Il che è con assoluta certezza antieducativo e sciagurato sul piano promozionale.

La stessa immagine progettuale e organizzativa della gara che viene offerta ai familiari adulti è da considerarsi molto scadente. Per queste ragioni la formula di gara individuata per l’attività scolastica, “Gioco Sport-Scuola Karate”, costituisce un superamento molto efficace di queste problematiche.

Essa è costituita da:

  • un Esercizio Destrutturato (percorso), come previsto nel Protocollo MIUR –CONI /FSN;
  • un Esercizio Semistrutturato (palloncino),come previsto nel Protocollo MIUR – CONI /FSN;
  • un Esercizio Strutturato (tecnica) costituito dalla prova di Combattimento o dalla prova di Forma libera o Sound Karate.

La classifica finale viene stilata effettuando la somma dei punteggi delle prime due prove, aggiungendo il punteggio più favorevole di una delle due prove previste per l’Esercizio Strutturato. La classifica per ognuna delle prove riconosce anche i meriti acquisiti nelle varie espressioni motorie. In questo modo il risultato finale non è imperniato su una sola prova e consente all’individuo di esprimersi in modo articolato, completo e prolungato, stempera eventuali carenze in un contesto e mette contemporaneamente in rilievo altre valenze, motiva i Tecnici e gli Allievi a realizzare completamente l’iter formativo.

In conclusione un progetto e un percorso educativo e una coerentemente strutturata pratica sportiva realizzano condizioni estremamente importanti al fine del conseguimento degli obiettivi educativi e dei processi di socializzazione, che, pur collocati nella Dimensione Sport, risultano estremamente efficaci e utili in un contesto sociale caratterizzato da ipocinesi e da difficoltà di integrazione.

 

Fonte: Collana Fijlkam Serie scolastica n°18

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