Arti marziali

Commenti sulle risposte date a un questionario da parte di giovani praticanti la kickboxing. 

La Kickboxing è uno sport di tipo open-skill, in particolare c’e’ la massima attenzione a percepire gli spazi di attacco e di fuga, similmente al karate.

Nella versione semi-contact forse la più vicina al karate, il movimento è controllato e il contatto relativamente morbido, da qui un forte controllo mentale, che poi diventa abitudine alla consapevolezza.

Dopo ogni contatto il combattimento è interrotto e vengono assegnati dei punti a seconda delle zone del corpo toccate.

Vengono portate delle protezioni alle mani e ai piedi, un casco in testa e per la donna una protezione al seno.

Le gare nel semi-contact sono svolte su una, due o tre riprese di due minuti a seconda della gara A livello fisico gran parte del corpo è impegnato in particolare gambe e spalle e braccia, molto intenso è poi l’impegno del sistema cardiocircolatorio: mentre in allenamento si raggiungono le 130/140 pulsazioni al minuto in gara si arriva anche oltre le 180 pulsazioni.

Per introdurmi alla conoscenza del mondo dei giovani praticanti la kickboxing ho ideato un breve questionario che ha non finalità scientifiche ma conoscitive, è costituito da semplici domande allo scopo di poter ottenere risposte spontanee da 12 atleti, dieci maschi e due femmine, dai tredici ai diciotto anni, di livello nazionale: 

Perché hai scelto questo sport? Cos’è che ti piace? C’è un altro sport che ti piace e ce ne è uno che proprio non ti piace? Come ti senti mentre fai Kickboxing? Ti piace più l’allenamento o la gara o tutte e due allo stesso modo? Pensi di svolgere questa attività anche in futuro?’

Alla prima domanda emerge il fatto che 5 ragazzi rispondono “per sfogarmi” a cui seguono risposte come “sicurezza” e “avere fiducia in me”.

E’ significativo e non sorprendente, che almeno all’inizio questa disciplina venga percepita come attività di sfogo e di liberazione di energie, successivamente sulla tematica del “piacere di praticare” le risposte sono più varie: c’è ancora una risposta del genere “sfogo”, ma compaiono anche “sento il contatto con “me stesso”, “rapporto mente/ corpo”, “fiducia”, “perché è una prova”, “tutto”, “contatto”,“stima dagli altri”, segno queste risposte che la disciplina è stata colta nella sua essenza e inoltre di una possibile evoluzione psicologica.

Gli sport che piacciono di più sono quelli individuali, nuoto, ciclismo, ginnastica artistica, meno quelli di squadra, in particolare il calcio; una risposta poi riguardava il golf, che veniva giudicato troppo tranquillo.

Va detto anche che durante gli allenamenti si percepisce un forte spirito di squadra, sport individuale infatti non vuol dire mancanza del senso di squadra.

A questo proposito una ragazza nel rispondere alla domanda su cosa piace nell’attività risponde che è “la stima e la fiducia negli altri”, quindi nel suo caso vi è senso di appartenenza a un gruppo e come ipotesi anche sentirsi parte di una squadra.

L’allenamento è preferito alla gara soltanto da un atleta, altri sei preferiscono la gara , mentre in cinque allenamento e gara hanno pari appetibilità.
Credo che ciò sia indice di una conduzione adeguata dell’allenatore capace di creare un clima positivo e tranquillizzante in cui la gara probabilmente non è vissuta con tensione troppo elevata, è stimolante ma rimane quello che è : una bella sfida che non compromette qualunque sia l’esito la stima di sè.

All’ultima domanda tutti poi esprimono il desiderio di continuare a combattere in futuro, un diciottenne risponde “fino a che la vita vorrà”.

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