Arti marziali

IL KARATE, soprattutto nei più giovani, rappresenta un punto d’incontro all'interno del quale il contatto con gli altri funge da stimolo ai processi d’integrazione sociale che possono dare libero sfogo alla propria espressività.

La pratica di questo sport rappresenta: un percorso di benessere psico-fisico da assumere quale costume culturale permanente; un mezzo per lo sviluppo dell’intelligenza motoria e delle funzioni cognitive; un’opportunità divertente di espressione e socializzazione, nonché di confronto; un momento di partecipazione attenta, motivata e impegnata nel pieno rispetto delle regole.
 IL KARATE (mano vuota = senza armi) nasce come arte di combattimento in Giappone, e comprende due specialità: Kumite (combattimento) e Kata (forme). È sport agonistico nel quale la vittoria non premia la “superiorità oggettiva”, ma la “superiorità tecnica” e come tale è indicato per tutte le fasce d’età di entrambi i sessi. È un gioco di movimento e di situazione che aiuta a conoscere e sfruttare al meglio le proprie potenzialità fisiche e mentali anche attraverso il divertimento.   
È una disciplina rivolta non solo al miglioramento della prestazione fisica, ma soprattutto è volta allo sviluppo di capacità neuro-cognitivo-motorie molto evolute e polivalenti negli individui in età scolare. Vengono sviluppate qualità quali destrezza, equilibrio, forza, tecnica, insieme a valori come rispetto, sicurezza, educazione.

KATA: sequenza di gesti formalizzati e codificati che simulano un combattimento.
KUMITE: combattimento tra due avversari.  
KARATE-GI: è indossato dai praticanti di karate, ed è composto di pantalone, giacca e cintura di colore diverso in base al grado tecnico.
UKE: parata / TSUKI: pugno / GERI: calcio / DACHI: posizione;
AKA (rosso), l’atleta che in gara è chiamato per 1° indossa la cintura rossa; AO (blu) l’atleta che in gara è chiamato per 2° indossa la cintura blu.
TATAMI: area di gara; materassina su cui si pratica Karate.
KYU: sono i gradi, i livelli tecnici raggiunti dai praticanti nei primi anni. Si comincia dal 6° kyu, che corrisponde alla cintura bianca e si arriva al 1° kyu (cintura marrone).  I gradi intermedi sono: 5° kyu (gialla); 4° kyu (arancio), 3° kyu (verde) e 2° kyu (blu).
DAN: sono i gradi raggiunti dai praticanti più esperti. Si comincia dal 1° da e si sale fino al 5°: si indossa sempre la cintura nera. Il 6° dan corrisponde alla cintura bianca e rossa.
FIJLKAM: Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali. È l’unica federazione in Italia per il Karate ad avere il riconoscimento CONI. Organizza i corsi di formazione e di aggiornamento per Insegnanti Tecnici collaborando con diverse Università Italiane nella ricerca scientifica e contribuendo a interessanti progressi soprattutto nelle neuro-scienze.

BAMBINI (6 / 10 anni): alfabetizzazione motoria; armonizzazione e sviluppo delle capacità psico-motorie; miglioramento dell’attenzione e della capacità di apprendimento; prevenzione paramorfismi (scoliosi, cifosi, ecc.).
 

Il karate per i ragazzi

  • un percorso di benessere psico-fisico da assumere quale costume culturale permanente;
  • un mezzo per lo sviluppo dell’intelligenza motoria e delle funzioni cognitive;
  • un’opportunità divertente di espressione e socializzazione, nonché di confronto;
  • un momento di partecipazione attenta, motivata e impegnata nel pieno rispetto delle regole.

L’ATTIVITÀ AGONISTICA NEL KARATE VIENE PROPOSTA A PARTIRE DAI DODICI ANNI E CON IL GRADO MINIMO DI CINTURA MARRONE, QUINDI DOPO ALMENO DUE ANNI DI PRATICA.
 

Le specialità di gara

KATA – esercizio individuale che simula un combattimento contro più avversari, nel quale sono valutati: la precisione, il ritmo, la rapidità, la stabilità, la capacità d’interpretazione, di trasmettere un combattimento “vero”,
KUMITE – combattimento fra due avversari che si misurano sulle capacità tecniche e tattiche. La regola più importante è quella del “controllo”: il contatto della tecnica deve essere leggero al corpo e nullo al viso. Questo ha consentito al karate di collocarsi fra gli sport con bassissima percentuale d’infortuni. Tutte le tecniche per ottenere un punteggio devono essere portate con precisione e rapidità: quelle di calcio (geri) dirette al viso sono valutate tre punti (ippon), se dirette al corpo due punti (wazari); tre punti anche per tutte le tecniche valide che seguono una proiezione (avversario a terra); tutte le tecniche di braccia (tsuky, uci) sono valutate un punto (yuko).

Il karate offre nell’età adulta una pratica motorio-sportiva altamente motivante con finalità tecnica e salutistica.

Migliora le capacità psico-fisiche attraverso processi d’apprendimento cognitivo-motori di alto contenuto qualitativo. Non ci sono contro-indicazioni alla pratica amatoriale di quest’antichissima disciplina nata come arte marziale nel Paese del sol levante ed evolutasi attraverso un processo di “ristrutturazione” scientifica e normativa, che l'ha resa non solo “accettabile” alle culture occidentali, ma eccellente metodo di crescita individuale, contribuendo notevolmente ad attenuare le tensioni, a innalzare l’autocontrollo, a esercitare vicendevolmente forza e cedevolezza.

 

Raffaella Dragotta
Damiano Rovatti

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