Pillole

C’è chi usa la lode vuota come stimolo per togliere la paura o spingere a un maggiore impegno, ...

... ma un giovane sa qual è il suo valore, e difficilmente prende sul serio questa manipolazione.

C’è invece quello che ci crede, ma la realtà è impietosa. Senza capacità critica e obiettività di giudizio, il giovane finisce per coltivare la propria immaturità, si appaga del poco che fa senza migliorare o trasformerà l’illusione in insicurezza.

Quando, invece, un giovane ha messo tutto l’impegno o la squadra hanno giocato bene è giusto lodarli, e senza il rischio che si sentano troppo appagati. È giusto perché una delle motivazioni a impegnarsi è proprio il sentirsi apprezzati per ciò che si è fatto. La lode, però, è credibile solo se è distribuita insieme con una realistica disamina dei meriti e al riconoscimento di eventuali circostanze casuali favorevoli.

In questo modo si crea anche un'occasione d'analisi, insegnamento e conferma, perché non è per niente sicuro che i giocatori, abituati a valutarsi più sul risultato che sulla prestazione, sappiano sempre come hanno giocato. Anzi, è addirittura più giusto lodarli quando hanno perso giocando bene, perché in questo modo li possiamo anche incoraggiare.

La lode, quindi, è giusta e utile soltanto quando non è manipolazione, un modo di dire vuoto che vorrebbe dare coraggio e spingere a un maggior impegno, o quando non è apprezzamento per un risultato a fronte di una prestazione che in realtà non è stata all'altezza.

La lode giusta non toglie motivazioni, perché l'appagamento, che è più paura di non potersi ripetere che disinteresse, avviene quando la squadra o il giocatore hanno raggiunto dei risultati per caso e non sono sicuri di potersi ripetere. Il riuscire e il continuare a vincere sono, infatti, soddisfazioni più stimolanti del tirare i remi in barca e vivere di gloria. Salvo che non abbiamo a che fare con un gruppo così immaturo da smettere di impegnarsi non appena raggiunto un risultato positivo, ma in questo caso ci sono ben altre cose da fare che chiedersi se sia giusto o no lodarli.

Se, poi, è un bambino, perché non riconoscere che ha giocato bene e che siamo contenti di lui? Il giusto apprezzamento di un adulto è un grosso stimolo per rinsaldare le sue motivazioni, mentre non lo è, invece, il complimento solo formale per ottenere più impegno e aumentare il rendimento. Capita, per esempio, in certi allenamenti in cui l'allenatore, per dare tono ed entusiasmo, dice "bravo" o “grande” anche quando il bambino va sotto la doccia e, allo stesso modo, esplode non appena il bambino non capisce o sbaglia un'esecuzione. È meglio che troviamo una misura sempre uguale che preveda un identico atteggiamento di fronte alla stessa qualità della prestazione e allo stesso impegno. Altrimenti la lode diventa una caramella che pian piano perde gusto, e allora bisogna esagerare, e francamente vedere un adulto che sembra rotolarsi dall'entusiasmo per cose fatte senza difficoltà, suona falso anche a un bambino. Oppure possiamo immaginare che il bambino ci creda e ne abbia bisogno, perché non si sa valutare da solo, e allora la lode diventa la conferma che pian piano perde efficacia e non dà più stimolo, perché il bambino ci si è abituato, mentre diventa un giudizio negativo appena manca.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster