Pillole

Ai bordi di un campo di calcio di periferia, una mamma sta aggredendo verbalmente l‘allenatore...

... perché ha messo il figlio in panchina. Non si capisce se per rotazione, perché il ragazzo non è fatto per il calcio o perché non fa nulla per meritarsi il posto.

Lo accusa di preferire un altro per motivi poco chiari, tipo “lei è pagato sottobanco”, “ha preso in antipatia mio figlio”, “l’altro non è alla sua altezza”, “non finisce qui, la farò cacciare”, “lo porto dove c’è chi lo farà arrivare in alto”.

Il ragazzo sembra non essere interessato, e guarda da un’altra parte. Forse è contento che la madre dia una lezione all’allenatore, o magari si sente a disagio perché si sta comportando in un modo che lo fa vergognare. Preferirebbe giocare, ma non è da escludere che abbia capito le necessità della partita e che stia decisamente dalla parte dell’allenatore.

Quali effetti procurano questi comportamenti dei genitori su un ragazzo?

  • Se è abbastanza critico e non approva il comportamento della madre, non è grave, perché trova solo la conferma di ciò che sa già.
  • Non crede alla madre, anche se a un giovane essere protetto, giustificato o sopravvalutato può fare piacere.
  • La trova un po’ patetica e scomposta, ma la giustifica perché lo fa per lui.
  • Si vergogna e spera che adesso la smetta, e che in futuro non venga più al campo.
  • Pensa che gridi perché, quando parla normalmente, nessuno la sente.
  • È la mamma, e questo basta.

Sicuramente questa madre è convinta di aiutarlo, ma è il caso che pensi al modello che offre, perché il genitore che difende un figlio con la pretesa che gli sia tutto concesso, lo prepara a diventare un adulto che nella vita sarà messo molte volte in panchina, e non solo nello sport.

Prendiamo l’ipotesi peggiore, e vediamo come potrà crescere il figlio allevato in questo clima allo stesso tempo protettivo e permissivo:

  • si sentirà libero di fare qualsiasi cosa;
  • sarà sempre in attesa di qualcuno che lo giustifichi e avvalli i suoi comportamenti;
  • non sarà responsabile e maturo per capire e rispettare le esigenze degli altri;
  • fuori dalla protezione troverà solo “cattivi”, che non saranno così disposti a subire;
  • crederà di valere solo se troverà qualcuno disposto a proteggerlo;
  • o provvederà da solo, ma solo con chi non può reagire.

E che ne sarà della madre o di chi dovrebbe essere autorevole? Propone un comportamento allo stesso tempo vile e arrogante che il figlio considererà valido con chiunque, e prima di tutti con la madre.

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