Pillole

L'intelligenza calcistica può essere definita come l'applicazione delle capacità intellettive al contesto operativo del calcio. È difficile da valutare, perché la sua piena espressione dipende dal coinvolgimento emotivo nella situazione, dal collettivo, dalle risorse fisiche e tecniche necessarie per concretare le intenzioni e dallo spazio che diamo al giocatore per poterla esprimere.

Si sente sempre parlare d'intelligenza calcistica e poi si vedono allenatori che impartiscono solo ordini, non lasciano spazio, e allora ci limitiamo a descriverne alcune manifestazioni.

Cos’è e come si può sviluppare o frenare? La possiamo definire come:

  • la capacità di capire e mettere subito in pratica le disposizioni e di cogliere, sintetizzare e prevedere lo sviluppo di quanto avviene in gara;
  • la qualità dell'intervento, che dipende tanto dall'abilità tecnica, quanto dalla preparazione e dalla scelta delle azioni più logiche e di quelle che offrono il maggior numero di possibili sviluppi, e dalla capacità di creare situazioni di gioco favorevoli per il collettivo;
  • l'adattamento alle condizioni della gara e la capacità di mutarle con soluzioni non previste.

Infine, quando si parla d'intelligenza in generale, compresa quella calcistica, seguiamo sempre un percorso che va dalla capacità di imparare, a quella di analizzare e di capire, fino a quella, più evoluta, di creare nuove situazioni.

Come la può sviluppare o bloccare lo sport?

L'intelligenza è qualcosa d'armonico, che somma varie capacità mentali e le fa lavorare insieme; per arrivare a questo, però, ha bisogno di un ambiente che le favorisca. al momento, lo sport sembra non essere l'ambiente più adatto per il loro sviluppo: non offre grande spazio all'ingegno, all'originalità, alla fantasia, alla libertà espressiva, e men che meno alla possibilità di sbagliare e imparare a correggersi, che sono passaggi essenziali per raggiungere la piena padronanza dei propri mezzi e il loro uso "intelligente". In particolare, sviluppa l'apprendimento, ma non la valutazione critica e l'invenzione, che sono altrettanto essenziali.

Il talento patisce più degli altri questa disattenzione, poiché ha idee, potenzialità e percorsi mentali che sono solo suoi e si esprimono nella libertà e nell'opportunità di pensare, capire, creare, sperimentarsi, tentare, sbagliare e rimediare agli errori. Lo sport, invece, nella versione attuale più comune è improntato su un modello d'organizzazione esasperata che appiattisce creatività e fantasia in nome di un'uniformità generalizzata, stimola l'apprendimento, ma si ferma alla richiesta d'imitazioni o di fedeli esecuzioni. Non stimola invece la critica, che è il sapere cosa si fa e perché si fa, e la capacità di capire gli errori e di trovare i rimedi. Ma soprattutto blocca la capacità creativa, l’inventiva e l'autonomia, che sono gli ingredienti dell'intelligenza e il succo dell'ingegno.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster