Pillole

Le due attività s’influenzano a vicenda.

La scuola fa lavorare l’ingegno e obbliga a misurarsi senza vantaggi, che sono condizioni essenziali per acquisire sicurezza e arrivare all’autonomia.

E l’attività fisica aumenta il benessere del corpo e della psiche, e stimola funzioni della mente che agiscono in maniera positiva sull’apprendimento.

La scuola dovrebbe essere indispensabile, perché fa crescere uno sportivo più maturo, evoluto, adeguato e sicuro fuori e dentro lo sport. In effetti oggi, nel grande sport, in tutti i settori l’allievo è seguito anche nel tragitto scolastico, ma non sempre le due attività sommano i benefici che possono fornire, e a volte addirittura li annullano. Un tempo si credeva addirittura che la scuola fosse un ostacolo allo sport. Diceva un noto responsabile del settore giovanile di una grande squadra: “Ne ho conosciuti troppi che, a causa della scuola, poi non sono riusciti nello sport”. Ancora oggi, il giovane che frequenta solo lo sport e quello che frequenta la scuola soltanto perché costretto, e quindi non ne assimila gli effetti formativi, finiscono per sentirsi inadeguati negli altri campi. Oppure assumono atteggiamenti esibizionisti e arroganti per vincere l’imbarazzo e dimostrarsi sicuri. In questo modo vanno incontro a rifiuti e ostilità, oppure s’impongono senza acquisire contributi dall’ambiente, ma solo finché sono in carriera, mentre dopo, quando devono adattarsi agli altri, rischiano di trovarsi impreparati.

E lo sport porta benefici verificabili alla scuola. Favorisce un’emotività equilibrata, buona qualità delle risposte allo stress e un rapporto armonico tra salute fisica e benessere psichico. Questa considerazione fa pensare alla soluzione emotiva e non razionale di proibire lo sport quando il giovane ha un momento di difficoltà con la scuola. Non consideriamo, evidentemente, i casi nei quali il distacco dalla scuola è uno strumento per vincere un conflitto con i genitori, una fuga dalle responsabilità o la conseguenza di un percorso sbagliato nell’ambiente, che sono reazioni spesso ostinate che hanno bisogno di altre soluzioni. Consideriamo i casi in cui il giovane è entrato in una situazione di disagio perché non riesce a tenere il passo degli altri o a soddisfare pretese non sue, dove la causa, invece, è uno stress che non riesce a contrastare. In questo caso, lo sport è forse la medicina più efficace, sia perché, a qualsiasi livello, offre momenti di entusiasmo e di autostima per una buona prestazione o anche solo per un gesto tecnico fortunato, che hanno effetti sulla scuola e, sia, perché l’attività fisica ha effetti sul metabolismo e sul buon funzionamento del cervello.

Lo sport può anche non essere salutare. L’eccesso di esercizio fisico, la monotonia e la mancanza di divertimento, oltre a non produrre gli effetti benefici sulla mente, creano stanchezza, noia e svogliatezza e opprimono il tono dell’umore e l’iniziativa. Lo sport vario per intensità e attività, invece, non sovraccarica fisicamente e mentalmente, attiva circuiti neuronali in più aree cerebrali differenti e produce effetti benefici sulla scuola.

Da "Insegnare, imparare, insegnare a imparare". Per gentile concessione di Minerva Medica.

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