Pillole

Le gare importanti si preparano in un modo non diverso da quello solito perché, se non si commettiamo errori, la concentrazione e l’impegno sono sempre garantiti, mentre li potremmo estinguere se le carichiamo di tensione e paura.

Dobbiamo impegnarci a non inventare nulla piuttosto che commettere errori, perché:

  • il massimo rendimento non è uno sforzo, ma una condizione di normalità che può solo essere disturbata;
  • se l’atleta ci crede, può arrivare a un livello di eccitazione eccessivo e, quindi, dannoso per il rendimento;
  • l’atleta abituato a esprimersi sempre al meglio fatica meno, per cui reclamare maggior impegno significa chiedergli frenesia;
  • più il giocatore è esperto, più ha una sua concentrazione che non è il caso di disturbare,
  • se non l’ha ancora, occorre aiutarlo a trovarla creandogli sempre le condizioni più rassicuranti possibili;
  • definire più importante una gara, significa indurre insicurezza e paura di non farcela e creare un’immagine eccessiva dell’avversario;
  • le gare troppo importanti sono una paura nostra: preoccupiamoci solo che ognuna sia giocata al meglio;
  • se studiare marchingegni per una gara importante significa giocare meglio, perché non farlo sempre?
  • gli effetti dei trucchi e dei marchingegni si esauriscono, non si possano ripetere e non fanno imparare nulla.

Gli effetti di una preparazione sbagliata li vediamo negli atleti che non dormono prima della gara, hanno disturbi fisici, sono troppo tesi prima di scendere in gara o non riescono a trovare la necessaria lucidità.

Tutti questi fattori pesano in maniera negativa sul rendimento. Vi è anche da considerare che i motivi veri della tensione sono il sopravvalutare la reale forza dell'avversario, il timore di non riuscire a trovare la concentrazione e il non avere i soliti, rassicuranti, punti di riferimento. Mentre la sicurezza deriva dal conoscere le proprie capacità e, dal sapere che si è in grado di far fronte alla gara con le forze di cui disponiamo. E senza chissà quale carica psicologica, perché la psicologia è anche non voler fare gli psicologi quando non è il caso e quando non si è preparati a farlo.

È difficile, però, non fare qualcosa, o anche solo riuscire a nascondere la nostra tensione. Cerchiamo di farlo, perché se carichiamo la gara di troppa importanza, significa che non ci fidiamo dell’atleta o della squadra e non li riteniamo capaci di cavarsela da soli. Piuttosto, occorre osservare cosa avviene e qual è il grado di attivazione nelle partite giocate meglio, in modo da riproporlo in tutte e far trovare subito quella sicurezza che di solito si trova solo dopo alcune giocate e dopo aver costatato che l'avversario e la gara non sono poi così "importanti".

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