Pillole

Questo tipo di talento è un'opera d'arte già abbozzata, con potenzialità che vanno sviluppate badando a non guastarle.

È difficile da descrivere, perché ognuno è unico e raro, ed è anche difficile da guidare, poiché dobbiamo creare le condizioni di libertà e d’iniziativa personale perché scopra da solo il proprio talento. Richiede quindi di saper trattare la mente, perché ha cervello e deve imparare a usarlo.

È più precoce e ha doti che gli altri non hanno, ma non sa ancora essere costruttivo, e quindi va moderato, facendo, però, attenzione a non imbrigliare la sua creatività e iniziativa perché si possono trasformare in eccentricità, iniziativa non finalizzata o ribellione.

Mostra limiti dati da un'esuberanza e una creatività ancora disordinate che ci possono fuorviare, perché più la dotazione intellettiva è elevata, più è facile considerarlo limitato e ingovernabile. Ha, quindi, più idee degli altri, spesso originali, ma anche molte da regolare e moderare badando a non soffocarle.

Può dare molto più degli altri, ma anche essere più fragile e vulnerabile, perché finiamo per aspettarci e chiedergli di più quando non è ancora abbastanza sicuro o non in grado di reggere le pressioni. Possiamo considerarlo responsabile degli insuccessi, esaltarlo fino a fargli perdere le misure o non saperlo sostenere come gli altri quando è in difficoltà.

Possiede qualità, potenzialità e modi di imparare da sviluppare e lasciare esprimere che lo distinguono dagli altri. Questa considerazione consiglia di proporgli due tipi d’insegnamento: uno comune a tutti, che si aspetta solo l’apprendimento, e uno che deve lasciare libere la critica e la creatività, in modo da lasciarlo andare dove gli permette il suo talento. Un talento che sa solo fare meglio ciò che sanno fare tutti, infatti, è un errore educativo e formativo imperdonabile.

Ha più cose da dire e le vuole dire a modo suo, ed ha doti che gli altri non hanno e non comprendono, ma rischia, perché può non essere capito ed essere soverchiato dalla coalizione degli altri, anche se meno dotati.

Soffre certi sistemi approssimativi e ritardi dello sport. Per esempio, non è adatto al lavoro intensivo e metodico, all’agonismo esasperato, agli stimoli che lo confondono e agli obiettivi lontani. Le sue qualità più evidenti, infatti, sono la vivacità, l’iniziativa, la creatività e l’ingegno, che vivono solo se lasciate libere di esprimersi.

Ha, però, anche grandi vantaggi. Se non incontra blocchi o resistenze ed è spinto a fare dalle proprie motivazioni, dal piacere del gioco, dal riuscire meglio degli altri e prevalere nel gioco e dall'apprezzamento di chi lo educa, ha modo di effettuare un positivo collaudo delle proprie capacità, di rassicurarsi e sentirsi stimolato nei confronti dei coetanei e di superare più agevolmente i naturali disagi e le insicurezze dell'infanzia.

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