Pillole

Sembra strano che insegnante e allievo possano fare insieme e sommare i rispettivi contributi: ...

... in pratica, essere alla pari anche se conoscenze, competenze, ruoli e apporti sono diversi.

Qualcuno non sarà d’accordo, ma per essere veri educatori è naturale e indispensabile.

 

Che cosa vuole dire

Possiamo intendere il fare insieme come una forma di rapporto che agisce su insegnante e allievo e modifica entrambi. In pratica, abbiamo uno scambio che agisce in due direzioni ed esige una risposta reciproca, ma senza confusione, perché i ruoli sono diversi: l’istruttore educa, insegna e corregge, e l’allievo acquisisce, evolve e deve rinunciare a soddisfazioni che crede lecite.

Perché sia costruttivo, trasmetta le norme della vita adulta e porti alla responsabilità e all’autonomia della persona, e quindi agisca come strumento dell’educazione, lo sport esige la piena libertà d’iniziativa e l’osservanza delle regole alla base del comportamento produttivo. In alti termini, senza la possibilità di sbagliare e correggersi, di assumere le iniziative che richiede la situazione e anche di trasgredire, abbiamo un addestramento, non un atto educativo.

E allora concedere una libertà senza controlli o lasciare troppo spazio quando mancano le esperienze e le misure per decidere? Teniamo conto di due osservazioni. La prima, che l’adulto stimabile è la figura di riferimento e, quindi, un rapporto corretto è garanzia di adesione alle sue indicazioni e aspettative. La seconda, che si fa riferimento a regole e diritti che non sono freni o impedimenti ma indicazioni necessarie per stare all’interno di direzioni produttive. In questo modo, si appagano le motivazioni più prementi nel giovane, che sono la possibilità di conquistare l’apprezzamento dell’adulto, il desiderio di creare e sviluppare l’iniziativa personale e la possibilità di raggiungere una sempre maggiore efficacia.

 

Che cosa consente

A una lettura non approfondita, la partecipazione può sembrare una forma di rapporto solo formale, modo per proporsi o una specie di manipolazione per conquistare l’intesa con l’allievo, che è già un buon risultato, ma anche nello sport è il modo più pratico per comunicare ed essere costruttivi. A una lettura più attenta, difatti, il lettore evoluto e creativo trova le indicazioni per condurre una formazione in grado di sviluppare tutte le qualità dell’allievo.

Fare insieme:

  • richiede considerazione reciproca e uno scambio paritario, e quindi è l’elemento del rapporto che porta a collaborare e può risolvere sentimenti di opposizione;
  • è la forma di rapporto e d’intesa che appaga una delle motivazioni più prementi del giovane, che è il riconoscimento della propria individualità da parte dell’adulto;
  • la qualità della partecipazione, in altre parole le risposte e le soluzioni proposte dall’allievo, dà la misura del livello di apprendimento raggiunto, e segnala il momento più opportuno per elevare il livello dei contenuti;
  • non porta all’ingovernabilità, perché chiede una cooperazione paritaria, anche se non uguale, lascia esprimere creatività e iniziativa, e ognuno porta i contributi ed esercita i diritti del proprio ruolo;
  • esclude l’addestramento e il puro adattamento, e accetta le idee e i contributi, consente e auspica la critica rigorosa, il confronto e l’armonizzazione di opinioni e punti di vista diversi o discordanti. L’allievo impara a muoversi in spazi definiti e, al loro interno, esercita tutta la creatività e l’iniziativa senza essere vincolato da atti di pura imitazione;
  • ognuno riconosce i contributi degli altri e partecipa a iniziative fondate anche sui suoi contributi, e così è portato ad accettare la validità degli insegnamenti e s’impegna per applicarli;
  • la capacità di imparare e adeguarsi e imitare è necessaria, ma è uno strumento e non un obiettivo: senza critica e creazione, non abbiamo lo sviluppo delle qualità più specifiche di ognuno;
  • permette all’allenatore di conoscere e saper trattare l’allievo, e di correggere certi propri errori;
  • l’istruttore ha modo di sentire l’opinione dell’allievo anche sui suoi modi di conduzione e le reazioni che procura e, quando è il caso, di correggersi;
  • ognuno ha la libertà e il dovere di portare contributi e, se sono validi, vederli applicati.

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