Pillole

Nello sport, il giovane creativo è spesso considerato troppo esuberante, difficile da controllare, poco disposto alla disciplina e, da qualcuno, anche arrogante e aggressivo.

È vero che è vivace, imprevedibile e spesso polemico, ma non è più aggressivo degli altri. È, invece, poco adattabile a un clima che non lo lascia esprimere o, addirittura, lo osteggia. Può, quindi, diventare aggressivo se commettiamo degli errori.

Per esempio:

  • se vogliamo imbrigliarlo all'interno di disposizioni rigide o non spiegate, e quindi non gli diamo una direzione e chiari obiettivi, può creare solo per farlo, ma senza essere costruttivo;
  • se non teniamo conto delle sue idee e del suo impulso creativo, dirige l’iniziativa contro l’ambiente e l’educatore, come fa chiunque non si senta apprezzato per quanto crede di valere;
  • se lo umiliamo perché siamo convinti che oggi un giovane s’impegni per dimostrarci di meritare il nostro apprezzamento, lo stimoliamo a ribellarsi;
  • se, poiché è più dotato degli altri, pretendiamo troppo perché crediamo che possa dare più di loro,  oppure lo consideriamo il maggior colpevole delle sconfitte, può tirare i remi in barca per punirci;
  • se, invece di utilizzare il suo talento, cerchiamo di "controllarlo" per neutralizzare la sua iniziativa ancora disordinata, può diventare incontrollabile.

La creatività, quindi, preme, e noi dobbiamo preparare le condizioni affinché si possa esprimere in maniera costruttiva, perché se la ostacoliamo o la mortifichiamo ce la troveremo contro.

Sul pratico. Se abbiamo la fortuna di avere un giocatore creativo, lasciamo che crei, assuma iniziative non previste, si metta alla prova, si corregga se sbaglia e vada oltre ciò che gli insegniamo. A volte, pur con tutte le cautele, esagera, e allora lo dobbiamo frenare, ma continuiamo ad apprezzarlo per ciò che fa di positivo o anche solo perché cerca di farlo.

Come? Poniamogli margini e regole senza giudizi, sermoni o punizioni, e lasciamo che trovi lui le soluzioni, e magari ci convinca che sono migliori delle nostre. E teniamo conto che le nostre motivazioni più potenti sono il sentirci apprezzati, specie da chi è più autorevole, il costatare i nostri progressi, il poterci sentire utili ed esprimere la nostra creatività e iniziativa e vederne i risultati.

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