Pillole

Nello sport, la qualità della prestazione e il livello di rendimento dipendono dalla lucidità, dal piacere del gioco, ...

... dalla capacità di dirigere e mantenere costante l'attenzione, dalla consapevolezza di sapere impiegare tutte le proprie forze, dalla padronanza della situazione e dalla certezza di essere apprezzati per l’impegno e la qualità del gioco prima che per il risultato.

L’ansia, la paura e l’attesa carica di affanno, invece, sono stimoli negativi e difficili da controllare.

Rendono l’atleta:

  • poco lucido, attento più a non sbagliare che a creare;
  • gravato da una condizione emotiva e psicologica che lo frena o lo fa andare oltre il lecito;
  • non pronto a impiegare tutte le risorse, insicuro e non consapevole e padrone dei propri mezzi;
  • estraneo alla situazione e incapace di controllare le difficoltà della gara e di trasformare tutte le energie in prestazione.

Un'euforia priva di misura dell’allenatore, invece, è una manovra troppo ingenua e scoperta che i giocatori capiscono subito e interpretano come un modo per mascherare la paura e un tentativo di sollecitare un impegno che non si può ottenere altrimenti.

I vari modi che aumentano la tensione e incidono sul rendimento dei giocatori:

  • tenerli in ansia fino all'ultimo momento senza comunicare la formazione per mantenere alta la carica agonistica e non avere cali di tensione;
  • stupire con una formazione a sorpresa dopo averne lasciata credere un'altra per tutta la settimana;
  • drammatizzare la gara da vincere a tutti i costi esaltando le forze dell’avversario;
  • “dare la carica” fino a passare a un livello di attivazione eccessivo e dannoso che consuma energie e provoca insicurezza e paura di non farcela;
  • non nascondere la propria tensione o farsi vedere preoccupato perché abbiano paura;
  • agitarsi per stimolare voglia ed entusiasmo, e fare lunghi giri di parole per convincerli a mettere tutto l’impegno;
  • parlare troppo senza dire nulla di utile e necessario.

Se il giocatore ci crede, vi è il rischio che si faccia prendere dalla paura di non essere pronto e di avere bisogno di un intervento che dipende da altri. E se non ci crede, è il caso di non distrarlo.

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