Pillole

È giusto adottare tutte le cautele perché un bambino che già deve patire un limite...

... possa frequentare lo sport con gioia e i vantaggi che lo sport deve offrire a tutti.

Dobbiamo però evitare quegli atteggiamenti che possono creare disagio, non opprimerlo con falsi compatimenti e tenere presenti due considerazioni.

La prima, che il rispetto vero in questo caso è quello che si deve a tutti. Vuole dire non chiedergli più di ciò che può dare, ma chiederglielo tutto senza sconti, concessioni o compensazioni puramente formali che lo farebbero sentire ancora più diverso. La seconda, è che deve poter giocare con compagni con i quali può vincere e perdere, per non costringerlo a confrontarsi con altri che lo sconfiggeranno sempre e trasformarlo in uno sconfitto anche fuori dello sport.

Se il deficit gli consente di giocare in modo da fare la propria parte come gli altri, quindi, dobbiamo solo trattarlo come tutti, senza favoritismi o privilegi particolari, che lo umilierebbero e gli metterebbero contro gli altri. Se invece non ce la fa, non siamo ipocriti e umanitari a tutti i costi. Lo sport deve essere per tutti, ma non cercando un inserimento forzato che magari ci fa tanto nobili e all'avanguardia, ma crea inutili sofferenze al ragazzo. Cerchiamo per lui, e per qualsiasi bambino meno dotato degli altri, una squadra o uno sport nei quali possa competere alla pari, e senza paura di ferirlo e farlo sentire declassato, perché negare l'evidenza è un'inutile protezione e una mancanza di rispetto, e costringerlo a misurarsi dove non ce la fa, è sempre diseducativo.

A volte è il bambino a voler giocare quando e dove è sempre un perdente. In questi casi, occorre capire se non cerca solo di soddisfare le illusioni dei genitori. E, fatto questo, se il limite gli permette ugualmente di divertirsi, facciamolo giocare per quello che può, perché il nostro compito con i bambini è solo questo.  Intanto, però, cerchiamo di indirizzarlo verso uno sport nel quale non patisca la differenza con gli altri.

Se, invece, il limite è solo l’impossibilità di arrivare a primeggiare nello sport, il problema è degli adulti, genitori o allenatori, e non del bambino: chiediamogli solo ciò che può dare e accontentiamoci, perché non dobbiamo vincere sempre e fare il campione anche quando non è possibile. Qui si tratta di bambini, ed è ora che ci togliamo dalla testa che con loro si possa fare una squadra solo per vincere. Lo diciamo perché qualcuno lo deve fare, poiché le istituzioni preposte anche al controllo non hanno idee al proposito, e perché chi non ha capito questo, non deve più avere a che fare con i bambini.

Certo, andando avanti chi ha dei limiti troppo evidenti non ce la farà a reggere il passo. Quando sarà il caso, i genitori dovranno portarlo a giocare dove potrà essere all'altezza dei compagni e si divertirà, oppure fargli praticare un altro sport. Quest’affermazione sembra in contrasto con la nostra convinzione che tutti devono giocare e che non si gioca solo per vincere, ma se la differenza con gli altri è troppo grande sarebbe molto più diseducativo costringere un ragazzo a misurarsi sempre da perdente.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster