Pillole

Il modello educativo utilizzato potrebbe essere descritto come il passaggio dal "lavorare sull'atleta" al "lavorare con l'atleta".

O, in altri termini, come un metodo che ha l'obiettivo di sviluppare il fisico, la tecnica, la personalità e il carattere dell'atleta fino a portarlo a raggiungere l'autonomia della persona.

Oppure, ancora, come il passaggio da metodi di formazione, d'insegnamento e di conduzione adatti a formare un puro esecutore ad altri che abbiano come obiettivo l'individuo che pensa, crea e si amministra da solo.

Il modello analizza e definisce come:

  • trasmettere, attraverso lo sport, i modelli di comportamento, le informazioni, i modi della personalità, le prerogative, le responsabilità, i caratteri e le conoscenze di chi lo educa;
  • creare le condizioni di libertà e di responsabilizzazione all'interno delle quali ogni allievo possa sperimentarsi e operare per raggiungere la propria autonomia;
  • trasformare la correzione in un intervento educativo, che ponga l'allievo nella condizione di far fronte alle conseguenze dei propri comportamenti e di essere sempre responsabile dei compiti e delle rinunce che gli spettano;
  • valorizzare i tentativi di sperimentarsi, compresi i logici errori, affinché diventino stimolo all'iniziativa e a una creatività costruttiva;
  • allenare l'allievo ad essere libero e responsabile come l'adulto che lo educa;
  • scoprire, indagare e sviluppare il maggior numero di qualità dell'allievo, in modo da portarlo al livello di sviluppo possibile;
  • valorizzare e sviluppare ciò che è specifico del singolo, anche a svantaggio di una precisa aderenza a modelli ottimali, e allenarlo a sperimentarsi e ad applicare schemi non ancora collaudati.

In sintesi, si trattano i modelli educativi necessari per scoprire, indagare e sviluppare il maggior numero di qualità dell'allievo, in modo da portare ognuno al livello di sviluppo possibile e a possedere i caratteri e le conoscenze di chi lo educa.

 

I metodi ancora attuali

Di contro, trattiamo le mancanze dei metodi attuali, ancora orientati a lavorare su un atleta inteso come materia priva di caratteri individuali e solo da modellare. E ciò significa:

  • trascurare ciò che è specifico del singolo a vantaggio di una rigida aderenza a modelli ottimali;
  • raggiungere l'imitazione e l'apprendimento passivo, ma non la critica, l'intuizione e la creazione, che sono i livelli più elevati dell'intelligenza;
  • trasmettere soluzioni precostituite, ma non insegnare a scoprirle e gestirle da soli;
  • imporre una specializzazione precoce, ma poi, per tutta la carriera, chiedere solo una produttività immediata e priva di rischi;
  • usare valutazioni non veritiere e, quindi, scoraggianti;
  • non conoscere evoluzione e trasmettere solo ciò che si conosce.

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