Pillole

Se non prestiamo attenzione alle diverse motivazioni e ai naturali problemi del ragazzo...

... (sfiducia nelle proprie possibilità, fase critica di crescita, interesse per un altro sport, illusioni e pressioni esagerate), vi possono essere errori da parte di tutti, e ogni ragazzo è a rischio.

I ragazzi fanno solo ciò che interessa e dà piacere. Non sempre lo sport soddisfa queste esigenze ma, anzi, spesso le ignora e le soffoca. A volte la causa dell'abbandono è un rapporto non adeguato all'età o privo di rispetto e di attenzione. Inoltre, vi sono operatori non sono adatti ad avere a che fare con i ragazzi.

 

Si possono presentare diversi casi

Il ragazzo può rendersi conto di essere meno dotato degli altri e, di conseguenza, non essere più disposto a misurarsi per non sentirsi inferiore o abbattersi perché attraversa un momento critico della crescita che lo rende impacciato.

 

Le responsabilità dello sport

Il ragazzo può essere stato illuso di sfondare e, alla fine, abbandonare da sconfitto, essere stanco di venire trattato come un piccolo professionista e di un clima tetro ed esigente che rende sgradevole lo sport.

Oppure, può sentirsi sovraccaricato da:

  • un'organizzazione e sistemi troppo oppressivi;
  • allenamenti "scientifici" privi di divertimento;
  • un insegnamento che preferisce esercizi ripetitivi ed esecuzioni a spese della creatività e dell'iniziativa individuale;
  • un senso dell'agonismo sbagliato, basato solo sul "giocare per vincere";
  • o da aspettative e stimoli eccessivi, che portano alla paura di perdere e, quindi, all'impaccio e alla delusione.

 

Le responsabilità del genitore

Spesso è il genitore più interessato alla riuscita del figlio nello sport che lo può spingere a smettere.

Quando:

  • lo carica di attese e obblighi, e non accetta che possa non riuscire;
  • crede di essere l’unico competente, e pretende dal figlio solo esecuzioni precise, senza tenere conto che ha idee, mezzi e desideri propri;
  • lo tratta come uno strumento per realizzare le proprie aspettative;
  • lo punisce e lo umilia quando non vince;
  • gli rinfaccia i sacrifici, accusandolo di ripagarlo con gli insuccessi;
  • lo giudica in base al risultato e non alla prestazione e all'impegno;
  • si lascia andare a scenate emotive;
  • fa manovre sottobanco o si rende servile per favorirlo e procurargli dei vantaggi;
  • lo fa vergognare nei confronti dei compagni e dell'allenatore;
  • lo spinge a iniziative e atteggiamenti che lo mettono contro tutti, fino a rendergli impossibile stare nel gruppo.

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