Pillole

L’apprendimento al saper vivere dovrebbe cominciare fin da piccoli, quando cresce in noi anche il senso etico: ...

... i bambini dovrebbero imparare ad “occuparsi” e ad “avere cura” della loro cartella così come del loro zainetto sportivo, e … se dimenticano le scarpe? Pazienza…

Solo attraverso l’esperienza diretta capiranno che per fare sport bisogna essere responsabili di qualcosa, che lo sport, anche se è ancora un gioco, comporta piccole responsabilità proporzionate all’età: il rischio è di farli crescere con la “filosofia dell’alibi”, senza mai che si assumano la responsabilità delle loro azioni, specie quelle che generano i piccoli grandi insuccessi tipici delle diverse età. In questo modo possiamo essere certi che non li prepariamo alla vita, ma "li proteggiamo dalla vita", con il risultato che ci troveremo davanti adolescenti privi di senso etico, incapaci di comprendere che ogni loro comportamento determina sempre conseguenze. Non è importante guardare un allenamento a bordo campo perché si sono dimenticate le scarpe a casa, o arrivare a casa con una botta sul naso perché si è inciampati sui lacci slegati delle scarpe e nemmeno prendersi il raffreddore perché ci si è tuffati in una pozzanghera: sono tutte esperienze che responsabilizzano il bambino e lo fanno crescere.

Il bambino deve imparare ad avere un rapporto diretto con l’istruttore, assumendosi piccole responsabilità. La capacità di sapersi relazionare con l’istruttore e con i compagni insieme alla capacità di saper condividere regole comuni all’interno del gruppo contribuirà a fargli superare la fase “egocentrica”, a scoprire la socialità e a incrementare la sua autostima. Perché una squadra si possa definire tale, è importante che nessuno si possa sottrarre ai compiti e ai doveri che gli spettano: compito di un istruttore è di creare misure e margini entro i quali i ragazzi possano esercitare tutta la loro creatività e iniziativa, rispettando ovviamente i loro tempi individuali, così come le regole del gruppo.

Per crescere psicologicamente robusti, per rendere più efficaci i meccanismi psicologici di difesa, è necessario passare attraverso esperienze formative importanti: così come il sistema immunitario biologico si accresce e si alimenta di batteri e di virus, analogamente il sistema immunitario psicologico, necessita di piccole continue dosi di quello che definirei “tossine psichiche”, ovvero le frustrazioni, le delusioni, i no, le regole. È fondamentale che lo sport sia un’esperienza senza scorciatoie, dove conta l’impegno, dove è importante non solo acquisire gesti tecnici, ma anche e soprattutto crescere, rendendo i ragazzi non solo “competenti” ma anche “consapevoli”.

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