Monti Simbruini

Pillole

“Ciò che non mi uccide mi rende più forte” - Friedrich Nietzsche

La resilienza, il cui significato è: “Mi piego ma non mi spezzo”, sta a significare che il vero campione esce dalle sconfitte con più voglia di riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti e le aree in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, infatti, non si lascia abbattere

da una sconfitta ma ne esce rafforzato, analizza i suoi errori e trova le giuste soluzioni per tornare a vincere. È grazie a questa dote del carattere che si diventa campioni: alcuni ci nascono altrimenti si può sempre coltivare.

Il concetto di resilienza è presente anche nelle persone che subiscono traumi. Quelli che possiedono questa caratteristica non vanno incontro a stress acuti o disturbi post traumatici di stress, ma ne escono più forti, con un valore aggiunto. Gli individui che, dopo aver vissuto un evento negativo, attivano un processo resiliente, non rimangono “intrappolati” nel dolore ma risanano le ferite assumendosi il controllo della propria esistenza e riorganizzando la propria vita.

Essere resilienti implica il percepire, al tempo stesso, il dolore e il coraggio, affrontando le difficoltà grazie alle proprie risorse personali, relazionali e contestuali. Le persone dotate di alta resilienza sono flessibili, sanno adattarsi con prontezza a nuove situazioni.

Si definisce resilienza la capacità di resistere alle frustrazioni, agli stress, in generale alle difficoltà della vita. La resilienza permette la ripresa dopo un evento traumatico, dopo un infortunio, dopo una sconfitta. La persona resiliente possiede propensione a ricercare strategie creative di fronte alle difficoltà. Essere resilienti significa essere duttili e flessibili, accettando di sbagliare, sapendo di poter rivedere e correggere le proprie azioni.

Tra i fattori individuali che promuovono la resilienza, vi sono: avere relazioni sociali intime, flessibilità/adattabilità (essere cooperativi, amabili, tolleranti e inclini al cambiamento), essere assertivi e saper chiedere aiuto, avere sensibilità interpersonale, autoefficacia, locus of control interno, capacità di porsi degli obiettivi e di trovare strategie adeguate per conseguirli, progettualità futura, ottimismo, senso dell’umorismo, rete sociale di supporto informale.

Tutte queste caratteristiche possono essere incrementate con un lavoro di mental training che permette al campione di eccellere partendo da un lavoro di autoconsapevolezza per individuare e cercare le proprie risorse personali, e proseguendo con un lavoro sul goal setting e sullo sviluppo di autoefficacia personale.

Come farlo? Chiedendo: “Ricordi un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Che cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state decisive? Chi ha contribuito al tuo successo?”

Si lavora per un obiettivo futuro partendo dal “Qui e Ora”. Utilizzando il modello O.R.A. si definiscono chiaramente l’obiettivo temporale e le risorse per raggiungerlo. È importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto, indossare i panni dell’obiettivo raggiunto.

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