Pillole

Con i bambini l’autoritarismo ha qualche effetto ma oggi, con i giovani, occorre parlare di autorità o, meglio, di autorevolezza, altrimenti è facile andare incontro alla rinuncia e a percorsi improduttivi o pericolosi, fino alla ribellione o alla scelta di soluzioni autolesive.

Nello sport c’è chi si mantiene troppo rigido perché gli sembra l'unico modo per comandare e avere il singolo o la squadra in pugno. Confonde però l'autorità, che qui si potrebbe anche chiamare autorevolezza, con l'autoritarismo, due posizioni del tutto differenti che hanno effetti addirittura opposti con il cambiamento dell’età degli allievi. In un primo tempo, salvo che l’autoritarismo si manifesti anche con durezza e rigidità, il bambino non avverte una grande differenza con l’autorità, anche se hanno un valore educativo molto diverso. Il bambino ha ancora bisogno di essere guidato, e non è abbastanza critico da sentire la distanza che sta dietro l'autoritarismo, mentre può addirittura sentire troppo fredda e lontana l'autorità, che non è mai clamorosa. Inoltre, l‘autoritarismo si è mitigato, e si presenta perlopiù come una forma di conduzione a direzione unica, mentre ha perso l’effetto d’incitamento di quando i giovani accettavano anche toni e modi minacciosi.

Più tardi, invece, l'autoritarismo ha bisogno di essere imposto e, al massimo e per poco tempo, può spaventare, o meglio solo intimorire, ma crea resistenze, scoraggia e non stimola l’impegno. In pratica, non allena a produrre idee e iniziative, non chiama in causa i livelli superiori dell’intelligenza e non ha effetti sullo sviluppo del carattere. Chi lo esercita, infatti, perde quel rispetto che, per il bambino o anche per il giovane più timido e insicuro, poteva quasi mettere sullo stesso piano autoritarismo e autorità. In altre parole, non ha più senso credere di educare con l’autoritarismo, che non ha nulla a che vedere con le qualità, i meriti e il prestigio di chi lo esercita, ma anzi ne rivela la mancanza e, alla fine, lo porta a perdere autorità.

L’autorità, invece, non ha bisogno di essere imposta, perché è una conquista che riconoscono gli allievi stessi, e dipende dalla stima e dall’autorevolezza che ha raggiunto chi li guida. Alimenta il desiderio e la volontà di rispondere e di cooperare, permette di ottenere i comportamenti voluti senza attivare resistenze e opposizione, offre agli allievi tutta la libertà e l'iniziativa che sanno amministrare e stimola senza bisogno di comandare. In pratica, permette al giovane di ridurre la distanza dall’adulto, di sentirsi accettato e di poter portare idee e collaborare senza occupare spazi che non sono suoi.

Perché si parla ancora di autoritarismo? Oggi vi è una forte resistenza alle innovazioni che possono mettere in discussione certezze che durano da sempre, e la scelta dell'autoritarismo, che è soprattutto una conduzione senza scambio, nello sport dei giovani, specie se bambini, è quasi obbligata. Dà frutti rapidi ed esclude la parte di apprendimento che richiede di pensare, capire e risolvere quei dubbi che sollecitano le parti nobili dell’intelligenza. L'allenatore ha subito bisogno dei gesti, delle tattiche e dei comportamenti necessari per l'agonismo, che sono calati dall’alto come semplici condizionamenti. E, soprattutto, pochi sono allenati a "crescere" insieme agli allievi e a mantenere un rapporto di cooperazione paritaria.

L'autoritarismo è, però fuori dai tempi e, come strumento educativo, non ha più successo. I giovani lo rifiutano perché l'adulto che lo esercita esclude le opinioni personali, proibisce di agire e pensare solo per sperimentarsi e imparare, e quindi di potere sbagliare tentando il nuovo, non ammette posizioni in opposizione o anche solo non in accordo alle proprie, e impone senza tenere conto della personalità di chi deve rispondere.

I giovani, oggi, non hanno più paura di scontrarsi e dire la loro anche in disaccordo con l'adulto o addirittura contro. Oppure manifestano la loro opposizione rifugiandosi nell'indolenza o nella resistenza passiva piuttosto che rispondere a richieste e imposizioni che non accettano. Inoltre, hanno troppe possibilità di sottrarsi a qualsiasi pressione, perché l'autoritarismo ha strumenti correttivi che oggi rifiutano.

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