Pillole

L'intelligenza, l’impegno, il desiderio di sapere e la curiosità sembrano requisiti sufficienti per imparare...

... tuttavia vi sono precise condizioni che ci permettono di rendere l'apprendimento produttivo o, almeno, possibile.

Quali cautele occorre adottare perché i figli siano interessati e motivati a imparare?
Vediamone alcune.

L'attenzione a non creare condizionamenti emotivi che possano frenare, come l'ansia di fornire risposte sempre definitive e complete, oppure l'obbligo di soddisfare attese non realistiche o solo nostre, che però i figli non possono ignorare, perché cercano la nostra approvazione e non hanno capacità critiche per capire che sono richieste improponibili.
Il rapporto: l'apprendimento non è un processo "freddo", e la disponibilità affettiva ed emotiva dei figli nei nostri riguardi gioca un ruolo decisivo. Il desiderio, l'attitudine, l'impegno e la facilità di imparare trovano le condizioni più favorevoli quando i figli si sentono apprezzati sulla base delle qualità e dei mezzi che possiedono, sanno che le loro interpretazioni sono accettate e condivise e possono muoversi entro confini chiari che li rassicurano di non rischiare di essere inadeguati o di andare incontro a un giudizio negativo.

Un livello d'insegnamento adeguato alle possibilità reali, perché pensare che il proprio figlio sia il migliore solo perché vogliamo farglielo credere è un’illusione carica di rischi impensabili. In ogni età, poi, vi sono capacità di apprendimento ben definite che dipendono dal momento dello sviluppo, dalle conoscenze e dalle esperienze acquisite, dalla sicurezza e dalla disponibilità a imparare. E a queste capacità che dobbiamo adattare il livello e la complessità di ciò che insegniamo, se vogliamo che i figli possano apprendere in modo attivo e raggiungano i livelli più elevati di apprendimento.

Gli incentivi: tutti vogliamo raggiungere degli obiettivi o rendere concreti determinati interessi suscitati dall'ambiente, ma i tempi sono cambiati. Miti come la ricerca del prestigio, il successo o la competizione, se adattati ai tempi attuali, hanno ancora un certo valore formativo, ma da soli non bastano più. Oggi i giovani aspirano anche ad altre rassicurazioni e forme di realizzazione, e quindi cercano ancora traguardi reali ma, più di ieri, anche una maggior completezza personale e la possibilità di sentirsi adeguati in mezzo agli altri. Hanno, dunque, necessità di imparare a confrontarsi sulle conoscenze e sulle opinioni piuttosto che sulle realizzazioni concrete, dove esistono sempre meno opportunità di riscontro. Questa considerazione fa pensare a un'educazione meno orientata alla pura conoscenza e agli obiettivi concreti o, in altri termini, meno tesa a trasmettere pure conoscenze e più a favorire la formazione della persona.

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