Pillole

L’insuccesso ha parecchie spiegazioni: distacco, opposizione, nausea di sport, scadimento di forma o, semplicemente, la forza dell’avversario.

Occorre risolvere le cause, perché l’orgoglio e lo spirito di rivincita creano più tensione e paura di non farcela.

Come reagire a un insuccesso?

Si può perdere per mancanza d’impegno, opposizione o nausea di sport, e allora dobbiamo cercare dove abbiamo sbagliato o non ci siamo accorti di qualcosa che non andava per il verso giusto.

In questi casi, occorre tornare alle cause iniziali e risolverle, altrimenti c'è poco da fare, perché mancano le condizioni per ripartire. Oppure c’è uno scadimento di forma, e qui le cause sono anche fisiche. Diverso è quando si lavora in un clima in cui ognuno è abituato a fare la propria parte in modo costruttivo e si cercano prima l'efficacia della prestazione e il miglioramento e solo dopo, come conseguenza, il risultato.
Come esaminare l'insuccesso? Quando non ci sono opposizioni o resistenze, è facile, capirne i motivi e trovare insieme le soluzioni per non ripeterlo o, almeno, misurarsi al livello delle proprie possibilità. Gli stimoli positivi, in questo caso, sono il nostro apprezzamento per l'impegno e la prestazione, la consapevolezza dell'atleta di avere impiegato le risorse adatte, l'opportunità di provare il nuovo senza paura di non farcela o di andare incontro a giudizi negativi, l'allenamento a esaminare la prestazione e trovare insieme le soluzioni.

Il ricorso all'orgoglio e allo spirito di rivincita, invece, è uno stimolo sconsigliabile. Sono sentimenti e stimoli piuttosto primitivi che non agiscono sulla sicurezza e il coraggio per contrastare l’avversario a viso aperto e con la convinzione di potercela fare. Sono piuttosto spinte a un aumento di aggressività che rende meno lucidi e consuma una maggiore quantità di energie.   
In pratica, è implicito che si voglia tornare a vincere, ma se aumentiamo la tensione, alimentiamo la paura di non farcela. se continuiamo ad appellarci a strumenti che sono sotto la sfera emotiva e non chiamano in causa la ragione, il coraggio per provare il nuovo, la consapevolezza di potercela fare e l'iniziativa personale, infatti, non raggiungeremo mai  la sicurezza per affrontare le gare con la padronanza dei propri mezzi e senza giocare solo per non perderle.

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