Pillole

Che cosa serve per saper insegnare. Per insegnare, occorre guadagnare l’intesa e la disponibilità ad apprendere, ...

... e il modo è un processo continuo che non può essere avviato in maniera formale quando ve ne è la necessità e la convenienza.

Occorre creare e vivere un clima nel quale l’allievo si senta riconosciuto come soggetto unico per l’impegno e per l’impiego delle capacità intellettive, e non solo per i risultati consentiti dall’apprendimento passivo. In questo modo, il livello dell’insegnamento è determinato dall’adesione e dal consenso, perché un allievo interessato, motivato e pronto a imparare offre il maggior livello di partecipazione e attenzione.

Si pensava che per ottenere impegno e interesse fossero sufficienti la voglia, la disponibilità a sacrificarsi e il senso del dovere, ma oggi questi fattori hanno un effetto scarso e, se imposti, addirittura contrario. Il giovane ha motivazioni che non cambiano con i mutamenti culturali, anche se attenuate da concessioni che affievoliscono il desiderio di imparare. La curiosità, la scoperta di nuove capacità e abilità, l’interesse per il nuovo e l’apprezzamento da parte della figura adulta e la possibilità di colmare la distanza tra le conoscenze e le competenze, però, sono motivazioni che possono essere rinforzate e impiegate per accettare di impegnarsi per imparare.

Molto dipende più dai modi che dalle conoscenze di chi insegna. Quando fa evolvere i propri metodi e riesce a proporsi come modello che sa comunicare e ridurre le distanze con l’allievo, l’insegnamento non allena più solo ad assorbire e a evitare l’errore, ma porta a saper acquisire e impiegare nuove capacità, a scoprire il proprio talento e ad andare oltre ciò che viene insegnato. E in questo modo, la condizione insegnamento-apprendimento evolve fino a avvicinare quantità e qualità delle conoscenze di insegnante e allievo.

Occorre sapere che cosa è comune come, per esempio, l’osservanza delle regole, il comportamento costruttivo o la cooperazione, e che cosa spetta alla libertà dell'allievo, come l’iniziativa o la possibilità di provare il nuovo. Nel primo caso, l’allievo non può scegliere e modificare ciò che gli è trasmesso, mentre nel secondo il vero significato dell’insegnamento è ciò che riesce a produrre con la propria creatività e iniziativa.

Infine, occorre che chi insegna continui a imparare dalla risposta degli allievi i metodi per educarli, che nello sport interessano il fisico, la tecnica, il talento, la mente, la personalità e il carattere.

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