Pillole

Come creare armonia e fare gruppo nello spogliatoio? 

Se vogliamo creare armonia e fare gruppo, prima di tutto non trattiamo gli allievi come materia da plasmare e manipolare.

Non limitiamoci a dare ordini e soluzioni, ma approfittiamo anche dello spogliatoio e di ogni momento libero dal gioco per chiamarli in causa e farli partecipare all'analisi di tutti gli aspetti dell’attività, alla formulazione di proposte e alla ricerca di soluzioni.

Certo, occorre avere conoscenze sulla conduzione di un gruppo, ma non è poco anche solo tenere viva l’attenzione e prendere certe precauzioni, come trattare gli allievi da soggetti capaci di assumere da soli i loro impegni, di esercitare responsabilità nei confronti dell’attività e dei compagni, di pensare anche da soli, senza stare sempre in attesa di ordini e di soluzioni.

Offriamo loro la possibilità di contare per le proprie idee, lasciamo spazio alla creatività e al piacere di fare, non pretendiamo di formare un gruppo con interventi solo formali, ma chiamiamo in causa la partecipazione, la responsabilità e l'iniziativa.

Il gruppo, in sintesi, ha bisogno di dare uno sbocco alla partecipazione, alla creatività e all'iniziativa di tutti, e per questo servono condizioni dinamiche in cui si ragiona, si decide e si fa insieme.

O ancora più in sintesi, il “segreto” è fare in modo che lo sport sia un piacere e non un peso. Per districarci meglio, ricordiamo alcune cose risapute o, almeno, si spera. Un gruppo è tale quando ognuno sente di appartenere a un ambiente in cui esistono modi di operare e vincoli comuni, dove ci si adatta e si risponde a ciò che pensano e fanno gli altri, e in cui si sommano le forze per raggiungere gli stessi obiettivi, in modo che il vantaggio del singolo si realizzi attraverso il vantaggio di tutti.

Poiché qui c’interessa lo sport di squadra, consideriamo che accontentare tutti non è facile. C’è anche chi sta più spesso in panchina, che s’impegna, viene per divertirsi e accetta la parte meno gradevole dell'attività, ma poi vuole anche giocare. È comprensibile che un allenatore cerchi sempre di vincere, ma se pretende che un giovane in formazione abbia vincoli, pressioni e comportamenti da professionistica, senza averne i vantaggi, è facile che, più che un gruppo, formi dei clan e debba più che altro parare colpi bassi. La soluzione più logica è avere solo la panchina strettamente indispensabile, far giocare tutti, e non solo quelli che fanno vincere e dimenticare gli altri.

Il rimedio a portata di mano: un giovane, e non solo, patisce perché non gioca, ma ancora di più quando è dimenticato perché non conta, e allora facciamolo sentire importante per le opinioni, le proposte e una partecipazione attiva a tutte le fasi dell'attività, in modo che non si senta escluso e inutile.

Ti è piaciuto questo articolo?

Forse vuoi leggerne altri... Ecco alcuni articoli che hanno un argomento simile:

Tehethon

banner poster