Pillole

Sarebbe importante lavorare sulla psicologia, farsi capire da tutti e risolvere i problemi di ognuno, ma dove trovo il tempo? 

Non è meglio spiegare a tutti le stesse cose?

Il problema non è trovare più tempo o dire e fare con tutti le stesse cose, ma capire come si può usare al meglio quello di cui si dispone. Questa domanda non tiene conto che il lavoro con un gruppo, se condotto con metodi più aperti, crea un clima di squadra che ne fa guadagnare. Se siamo capaci di tenere sempre vivo il dialogo, rendere interessanti tutti gli argomenti, farli ragionare, produrre idee e soluzioni insieme e con noi e trasformare i tempi e i discorsi morti in un'occasione per operare insieme, si lavora con molta più efficacia e si guadagna tempo.

L'errore nasce dal credere che "lavorare sulla psicologia" e fare gruppo significhi mettere tutti seduti e parlare, usare le parole migliori per spiegare e convincere, fare richiami a valori fumosi o limitarsi a dire come vorremmo fossero il singolo e la squadra. In pratica, manipolare, cercare di convincere e dare pronte le nostre soluzioni o, forse meglio, imbambolarli senza mai chiamarli in causa, cercare di capire le loro necessità o, magari, chiedersi se, conoscendo le proprie necessità, non avrebbero qualcosa di meglio da proporre per risolverle. “Io so e loro devono solo imparare” direbbe qualcuno, ma non è imparando a memoria cose non proprie che s’impara a fare da soli. In altri termini, per un giovane in formazione è più importante sapersi costruire una soluzione con il proprio ingegno che averne cento soltanto costruite da alti.

Lavorare sulla psicologia vuole invece dire creare le condizioni perché tutti sentano di essere considerati e poter fare come soggetti attivi e non solo come esecutori passivi, aiutarli a conoscersi e abituarli a sommare le idee invece di chiedere ciò che sarebbe utile per noi, ma che tante volte per loro è del tutto estraneo. Ciò non significa evitare di proporre soluzioni, ma darle come spunti da elaborare insieme, in modo che alla fine le sentano proprie.

Immaginiamo quindi una squadra in cui non c'è bisogno di dire e spiegare tutto, perché ognuno pensa in proprio e si sforza per fare la propria parte, o di controllare se hanno capito e se lo mettono in pratica. Tutti sanno già cosa fare, perché partecipano anche nel pensarlo e nel modificarlo. Se saremo stati capaci di creare questo tipo di clima, di sicuro ci saranno più interesse e attenzione e sarà più veloce anche il lavoro.

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