Pillole

I momenti in cui s’impara di più, in tutti e ben prima dello sport sono tanti.

Il genitore, l’insegnante e l'allenatore devono essere attenti a scoprirli e assecondarli, perché difficilmente si ripresenteranno. 

Di solito s’intende l'apprendimento come assimilazione precisa di ciò che viene trasmesso, ma questa interpretazione è del tutto parziale. In questo modo, infatti, si stimolano l'apprendimento passivo, l'imitazione e l'esecuzione, che sono il primo livello dell’intelligenza, ma non la creatività, l’originalità, l'ingegno e l'iniziativa, che sono i livelli più elevati.

Andiamo allo sport. Il talento scopre e sviluppa le proprie potenzialità quando può assumere in modo critico l'insegnamento, creare e impiegare i dati acquisiti e trovare soluzioni originali e non previste. Se non è autorizzato e stimolato a sperimentarsi, ad agire al di fuori di un controllo e ad andare oltre ciò che gli viene essere insegnato, può non rendersi conto di stare attraversando un momento favorevole dell’apprendimento, limitarsi a impiegare qualità già sviluppate, eseguire senza apporto creativo e non cercare il nuovo.

Lascia estinguere le potenzialità che dovrebbero caratterizzare il suo talento e renderlo diverso dagli altri e, intanto, aumenta l’inquietudine, la reattività e la ribellione, perché la creatività, la vivacità e l’iniziativa imbrigliate premono, e possono assumere direzioni improduttive o, a volte, anche distruttive.

Il talento deve quindi avere gli stessi compiti degli altri, ma anche tutto lo spazio per creare e fare da solo, perché il momento favorevole riguarda sia la facilità di imparare e, sia, lo sviluppo di certe abilità e risorse che solo lui può scoprire, ma solo nel momento in cui le può usare. In pratica, l'allenatore deve essere attento a scoprire ciò che è solo potenziale nel momento in cui si manifesta e, di lì in poi, limitarsi ad aiutare il talento ad andare oltre e svilupparlo.

Vi sono anche momenti in cui è possibile e facilitato lo sviluppo della personalità e del carattere. Questi non possono essere lasciati passare, ma neppure anticipati, perché si rischierebbe di perderli in entrambi i casi. Nel primo caso non si ripresenteranno più, e lasceranno un difetto nello sviluppo che potrà essere occupato da valenze negative. Nel secondo, invece, l'allievo non risponde o lo fa in un modo confuso e non costruttivo che lascerà dei segni, perché non è ancora pronto dal punto di vista fisico, psicologico o intellettivo e, in ogni caso, l'allenatore trasmetterebbe uno stimolo vuoto e difficile da riproporre.

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