L’insegnamento non è seguire il buon senso comune. Occorre conoscere i giovani e la mente, insegnare a cooperare e creare il collettivo.
Per insegnare nello sport, non basta solamente applicare le regole del buon senso comune o le conoscenze derivate dall’esperienza. In questi casi, si può essere geniali, ma costruire su una base solo soggettiva, e spesso soltanto fantasiosa e priva di riscontri logici, non è originalità né creatività.

Lo sport interessa se piace, mentre le prospettive sproporzionate, le fabbriche dei campioni, la sopravvalutazione e la sottovalutazione sono le cause principali degli abbandoni. Senza divertimento e gioia non c’è sport. Di solito si crede che nello sport occorra parlare di sacrificio, duro lavoro, rinuncia o voglia.

I conflitti allenatore-genitore sono meno frequenti di quanto si creda, ma bastano pochi genitori incontrollabili per guastare il lavoro di tutta una squadra.

Quando si parla con allenatori, la domanda più frequente riguarda i genitori: “Come difendersi e neutralizzarli?”. A volte hanno ragione, ma esagerano, perché non tutti sono da cacciare dal campo, dalla palestra o dalla piscina. Prima di giudicarli una presenza solo negativa, quindi,

Monti Simbruini

“Ciò che non mi uccide mi rende più forte” - Friedrich Nietzsche

La resilienza, il cui significato è: “Mi piego ma non mi spezzo”, sta a significare che il vero campione esce dalle sconfitte con più voglia di riscattarsi, di far meglio, di migliorare gli aspetti e le aree in cui ha mostrato carenza. Chi è resiliente, infatti, non si lascia abbattere

Una trasgressione dell’adulto non è necessariamente un crimine, ma l’abitudine a trasgredire, o anche solo l’indifferenza verso le regole comuni, per un giovane sono modelli di vita leciti e, in seguito, motivi per negargli autorevolezza.

La psicologia sembra la scienza di tutti. Quando i problemi sono degli altri, non c’è chi non conosca i perché e i percome e non abbia una cura solo da somministrare.
Il termine “psicologia” è troppo bello e indovinato per essere sostituito, ma bisognerebbe farlo, perché troppi si definiscono psicologi senza sapere che cosa significhi.

L’allenatore ha il compito di portare l’allievo al livello consentito dal fisico e dal talento, ma anche di essere un educatore che cresce un futuro adulto autonomo, responsabile, creativo e adeguato alle esigenze dello sport e dell’ambiente.

Altri articoli...

Tehethon

banner poster