Attenzioni devono essere dedicate a tutti, perché l’obiettivo della formazione è lo sviluppo di tutte le qualità di qualsiasi allievo a prescindere dal talento di cui dispone. Altre, più accorte, devono essere dedicate in particolare al talento vero che si trova nei settori giovanili importanti, dove la differenza è che sono tanti e possono scambiarsi abilità tecniche di livello superiore, e non dove si pratica lo sport per tutti, in cui gli obiettivi principali sono divertirsi e fare attività fisica.

L'istruttore, che se ne renda conto o no, è una figura importante che può sbagliare più nella formazione della persona che dello sportivo, che da solo è poca cosa, e per allenare un giovane a un agonismo sbagliato, basta annullare i caratteri che servono per quello giusto.
L’istruttore che chiede ai giovani una competitività e comportamenti da adulti, e intanto usa sistemi che li mantengono bambini, propone un agonismo sbagliato.

Il talento vero, ma non ancora formato, possiede i caratteri di un’intelligenza vivace, ma non ancora l’armonia, il carattere, le esperienze e la costanza per essere costruttivo.
Il talento è raro ed è un tipo particolare, somma di abilità tecnica e ingegno, un po’ genietto e un po’ Perino che dà grosse soddisfazioni, ma anche grattacapi.
Occorre conoscerlo, altrimenti si rischia di trattarlo da fenomeno e pretendere che lo sia, o credere che possa imparare prima e far vincere quando vuole.
Oppure accontentarsi di quanto dà, e non rendersi conto che ha molte altre qualità che può perdere, lasciare andare incontro a uno sviluppo non costruttivo o considerare spigoli da limare.

Dove mancano dialogo e rapporto, l’allenatore ha difficoltà a capire se è seguito dal gruppo. Insieme alla stima e alla fiducia, favorisca anche l’intesa e l’alleanza, ma senza cercare verifiche verbali, perché si mostrerebbe troppo bisognoso e perderebbe autorevolezza.
Conquistare la stima e la fiducia del gruppo

Parliamo di un allenatore che si sforza con tutto l’impegno e la dedizione per portare gli allievi ai livelli possibili, ma rimasto indietro rispetto ai tempi e a un giovane che ha bisogno di altre sollecitazioni.
Questa non è la descrizione di un allenatore, ma la somma di convinzioni, metodi e interventi di una cultura dello sport non ancora del tutto superata e destinata a modificarsi, pena la formazione di sportivi incompleti e sempre meno adeguati ai tempi.

Spesso lo sport confonde il coraggio con il rischio e il furore, ma il coraggioso passa inosservato. Rischia anche l’errore quando la situazione lo richiede ed è l’unico che la può affrontare o un compagno è in difficoltà, ma non è un benefattore a tutti i costi: chi se l’è cercata, se la risolva.

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