sviluppare talento

  • E se si oppongono e non si correggono?

    Il contrasto con la figura adulta è quasi fisiologico, ma in un gruppo occorre intervenire. L’istruttore corregga suoi eventuali errori, poi distribuisca compiti che richiedano ingegno e, infine si confronti, ma uno o pochi non possono ostacolare tutti.

  • E se si tira indietro?

    Un giovane può essere svogliato o anche astioso, ma un’accusa, una punizione, una sfuriata o una vittoria sterile non risolvono un conflitto e possono lasciare conseguenze imprevedibili.
    Un allievo, dotato e bravo in allenamento, da qualche tempo in gara si tira indietro. L’ho rimproverato ed ho provato anche a punirlo, ma non ho ottenuto nulla.

  • Il ragazzo che non si adatta e provoca

    Lo sport è tale se si può vincere o perdere. Un giovane deve potere praticare sempre uno sport ma, dove è possibile, farlo con altri di pari livello, altrimenti resta ai margini e patisce e, se è un talento, esclude gli altri dal gioco.
    Come mi comporto con un ragazzo che, in qualche modo, ignora e sminuisce gli altri perché si ritiene migliore?

  • Il talento non ancora formato

    Il talento vero, ma non ancora formato, possiede i caratteri di un’intelligenza vivace, ma non ancora l’armonia, il carattere, le esperienze e la costanza per essere costruttivo.
    Il talento è raro ed è un tipo particolare, somma di abilità tecnica e ingegno, un po’ genietto e un po’ Perino che dà grosse soddisfazioni, ma anche grattacapi.
    Occorre conoscerlo, altrimenti si rischia di trattarlo da fenomeno e pretendere che lo sia, o credere che possa imparare prima e far vincere quando vuole.
    Oppure accontentarsi di quanto dà, e non rendersi conto che ha molte altre qualità che può perdere, lasciare andare incontro a uno sviluppo non costruttivo o considerare spigoli da limare.

  • Insegnare nello sport

    L’insegnamento non è seguire il buon senso comune. Occorre conoscere i giovani e la mente, insegnare a cooperare e creare il collettivo.
    Per insegnare nello sport, non basta solamente applicare le regole del buon senso comuneo le conoscenze derivate dall’esperienza. In questi casi, si può essere geniali, ma costruire su una base solo soggettiva, e spesso soltanto fantasiosa e priva di riscontri logici, non è originalità né creatività.

  • Limiti e difetti del talento

    Il talento è avvantaggiato perché prevale nel gioco e nella prestazione, ma spesso, per la propria dotazione è sottoposto a maggiori richieste, deve adattarsi agli altri a spese delle proprie capacità, tenere a freno la vivacità creativa e pagare con profonde insoddisfazioni uno sviluppo incompleto del proprio talento.

  • Per formare il bambino: iniziare dal campione?

    Negli sport o in attività di precisione, tipo ginnastica artistica, sci, danza o anche calcio, non è meglio imparare subito il gesto preciso?

Tehethon

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