La parola ai tecnici

Considerazioni relative agli interventi didattici prima durante e dopo la pratica sportiva del giovane calciatore, secondo i principi della metodologia operativa.

III parte: La Dimostrazione

La dimostrazione (presentazione di modelli) ha ricevuto una grande quantità di sostegno dalla ricerca nell’ambito dell’apprendimento sociale, dalla ricerca in classe, nel laboratorio per l’apprendimento motorio e nell’insegnamento dell’educazione fisica e sportiva. È stata inoltre a lungo riconosciuta come un aspetto critico della presentazione dell’informazione a chi apprende. Nonostante le prove a sostegno dell’uso della dimostrazione in educazione fisica, una vasta percentuale di esercizi motori è presentata agli allievi senza l’ausilio di una dimostrazione visiva del movimento.

È stato fatto qualche sforzo nel tentativo di definire le caratteristiche delle buone dimostrazioni sia in laboratorio che nelle lezioni di educazione fisica. La maggior parte degli esperti sostiene la teoria secondo cui il modello dovrebbe essere accurato, e suggeriscono che un modello di alto livello dello stesso sesso dell’allievo sia probabilmente più efficace.

Se c’è bisogno di analizzare gli esercizi, essi dovrebbero essere dimostrati in sequenza, e i movimenti complessi dovrebbero essere visti più di una volta da “allievo”. Nel riesaminare questa ricerca, Lee e altri hanno suggerito che, piuttosto che cercare modelli esperti di un movimento, potrebbe essere utile usare un allievo per dimostrare, poiché, mentre il modello esperto produce “apprendimento per imitazione”, l’allievo, come modello, è più atto a promuovere un’elaborazione più cognitiva delle abilità di chi apprende.

Salvo che un allievo non abbia già una chiara idea di come eseguire l’esercizio, comunque, è improbabile che lui o lei sia in grado di contrapporre i propri tentativi all’esecuzione appropriata della risposta motoria.

La dimostrazione è più efficace in alcune circostanze che in altre: si deve valutare quando usarla o no (se il compito è semplice, è molto più veloce dare una spiegazione). La dimostrazione fornisce informazioni sulle caratteristiche invarianti del gesto, in particolare sulle relazioni temporali fra le diverse parti del gesto. Esempio del nuoto: fino a qualche anno fa era in uso mostrare delle immagini videoregistrate a rallentatore per far capire la biomeccanica del gesto. Far vedere la biomeccanica del gesto significa perderne il ritmo esecutivo, cioè i rapporti temporali all’interno del gesto. Tutte queste dimostrazioni vanno fatte a velocità esecutiva, solo in un secondo momento, quando il gesto è appreso e stabilizzato, mi posso permettere di cambiarne la struttura temporale, quindi accelerare o rallentare l’immagine.

Questo elemento fondamentale fa riferimento al concetto di Meinell sulla struttura del movimento.

Da questo punto di vista, il ritmo esecutivo di un adulto è diverso da quello di un ragazzo o di un bambino. È opportuno dare una dimostrazione di un’attività motoria oppure farla fare a un ragazzo esperto? Se ho a disposizione un ragazzo esperto, è bene fargli eseguire la dimostrazione, e solo in un secondo momento posso eseguirla io, ma solo se sono competente in quell’azione motoria, altrimenti posso dare un’immagine del gesto, un’idea scorretta del movimento (vd. modello di Gentile).

La dimostrazione è utile per apprendere un gesto nuovo, anzi, è fondamentale.

Nell’apprendimento di un gesto già acquisito, non è più utile delle istruzioni verbali (che in questo caso costituiscono un rinforzo). È importante eseguire dimostrazioni corrette, dimostrare frequentemente senza commenti verbali per non distogliere l’attenzione, scegliere prospettive adeguate di osservazione, cioè avere punti di vista diversi nell’osservazione delle azioni motorie, dirigere l’attenzione sugli aspetti critici prima della dimostrazione, cercare di attivare dei meccanismi preattentivi.

In alcune situazioni può servire che principianti osservino principianti, perché nella dimostrazione vedo esternamente quelle che possono essere delle difficoltà che anch’io devo affrontare, mi pongo nelle condizioni di osservatore e non di esecutore (sviluppo di tipo induttivo, di Popper, di sperimentazione). Il lavoro con i principianti va poi rinforzato con la dimostrazione corretta di un allievo esperto, oppure con quella di un insegnante, per non lasciare a tutti gli allievi l’idea del movimento scorretto.

L’uso della dimostrazione è parte di un tema più ampio collegato a una chiara presentazione dell’informazione agli allievi, ed è meglio compreso come parte del processo di comunicazione. A questo proposito, la combinazione di informazione verbale e visiva e l’uso di ripasso verbale sono i metodi più efficaci per raggiungere l’obiettivo di dare all’allievo una chiara idea di come eseguire un esercizio motorio.

 

Le Istruzioni e gli stimoli verbali

L’uso di suggerimenti verbali per l’apprendimento è un altro aspetto della presentazione dell’informazione agli allievi che ha ricevuto una grande quantità di sostegno nella letteratura sull’apprendimento motorio e d’incoraggiamento da parte della letteratura pedagogica.

Le tracce di apprendimento sono parole o frasi verbali che descrivono le caratteristiche critiche di un’abilità, come ad esempio il termine “scarica” per definire l’azione di passaggio sul sostegno nel calcio, o la frase di “sedersi li” (sit into it) per la posizione di attesa di un passaggio di pallavolo. Il supporto teorico per le tracce di apprendimento proviene in primo luogo dalla ricerca sull’attenzione e sull’elaborazione dell’informazione.

Tali tracce aiutano l’allievo a scegliere e prestare attenzione a ciò che è importante in una risposta e a comprimere molte parti di un’abilità motoria in una singola risposta. Il termine “schiacciare” ad esempio, può sostituire una descrizione su come atterrare, che comprende il ricordare come raggiungere il suolo con le dita dei piedi e poi proseguire gradualmente con le caviglie, le ginocchia e i fianchi.

L’uso di questo termine aiuta a produrre la risposta combinata.

Nella letteratura c’è anche ampio sostegno del fatto che il coinvolgimento dello studente nel processo di apprendimento, e perciò l’apprendimento stesso, aumentano se l’allievo verbalizza le strategie di prova.

Queste ultime, unitamente alle tecniche di ripetizione verbale, coinvolgono l’allievo a usare tracce verbali parlate per ripetere la sequenza, sia prima che durante l’esecuzione.

Uno studente che impara a eseguire un esercizio di tennis può dire, ad esempio, “tendere in basso e tendere indietro” come se lui o lei stesse esercitando il servizio.

Le istruzioni verbali sono utili per dirigere l’attenzione, ma sono anche in grado di influenzare la strategia di apprendimento (in questo senso si parla di ancore verbali). Sono efficaci per segnalare la struttura ritmica di un’abilità, (es. battere le mani per un terzo tempo, con ritmo ta ta-ta), tenendo presente che l’attenzione è limitata, e quindi considerarla calibrando le informazioni soprattutto con i principianti, usare stimoli brevi (una o due parole soltanto), usare in modo indicativo stimoli verbali, riferiti solo agli elementi critici delle attività, dare gli stimoli verbali al momento giusto per non interferire con l’esecuzione, insegnare al soggetto a usare egli stesso stimoli verbali mentre agisce (dialogo interno).

Parte dell’arte di insegnare è costituita dalla selezione di buone tracce di apprendimento. La competenza consiste nel sapere come analizzare, organizzare e presentare il contenuto per allievi particolari. Per la maggior parte degli esercizi di educazione fisica, gli insegnanti vogliono comunicare, non solo la sequenza dell’azione, ma anche le caratteristiche di una buona esecuzione. Buone tracce di apprendimento riflettono accuratamente le caratteristiche del movimento che vogliono esprimere e sono ricche delle quantità d’informazioni che trasmettono.

È possibile usare una traccia di apprendimento che suddivide semplicemente in fasi le parti di un’abilità, come ad esempio 1-2-3, che è spesso usato nell’insegnamento di passi di danza, sia per indicare il tempo che la sequenza dei movimenti. I numeri e le parole sono utili se aiutano l’allievo a eseguire l’esercizio accuratamente.

La maggior parte degli studenti considera più significativo che gli insegnanti usino parole o espressioni che comunicano effettivamente. L’insegnante che dice “fare come un pollo” invece di “tenere i gomiti all’infuori” riceverà una risposta migliore da parte di allievi più motivati.

La scelta delle tracce di apprendimento dipende dall’età dell’allievo, dal suo livello e dal tipo di esercizio da eseguire. Queste tracce analizzano un esercizio in diverse fasi, cosa che è utile per le tappe iniziali di molte abilità. Il continuo affidamento agli esercizi in sequenza, però, può interferire con le abilità che richiedono di essere eseguite senza nette interruzioni; per questo motivo, l’insegnante potrebbe volere cambiare le tracce di apprendimento di alcune abilità motorie secondo il livello raggiunto. Se, ad esempio, l’insegnante sta provando a insegnare un’azione di salto, le tracce iniziali per la preparazione, l’esecuzione e il recupero dell’azione possono essere sostituite con il semplice termine “esplodere”, per produrre una risposta più olistica (completa).

 

Per concludere

Spiegazioni, dimostrazione e altre informazioni possono essere utilizzate prima, durante e dopo l’esecuzione, e sono fornite al soggetto per facilitare la comprensione del compito, sviluppare la rappresentazione mentale del gesto e di un piano d’azione, rafforzare l’esecuzione corretta e correggere l’errore. La rappresentazione mentale dell’azione viene così gradualmente perfezionata, e diviene punto di riferimento e di confronto con le sensazioni derivanti dall’esecuzione, necessario per regolare e modificare l’azione.

Le istruzioni (informazioni verbali) sono ampiamente impiegate per comunicare obiettivi da conseguire, difficoltà da affrontare e superare, errori da correggere, sensazioni da percepire, aspetti cui rivolgere attenzione. Le istruzioni, per essere efficaci, devono essere chiare, comprensibili, collegate subito all’esperienza pratica, sintetiche, limitate agli aspetti principali dell’esecuzione e modificate al progredire dell’apprendimento.

Dimostrazioni, schemi, disegni, fotografie, filmati (informazioni visive) sono utili per trasmettere in modo diretto e chiaro aspetti rilevanti dell’azione; possono riguardare particolari tecnici o la globalità dell’azione. Anche l’osservazione del comportamento di coetanei inesperti impegnati nell’apprendimento può essere efficace; con i giovani è pertanto utile proporre attività a coppie di osservazione del compagno, valutazione reciproca dei comportamenti tecnici e tattici, analisi delle difficoltà e dei progressi.

Nell’osservazione di un modello, è comunque importante che siano trasmessi gli elementi rilevanti, quali la sequenza dei gesti nella catena cinetica e la scansione temporale dell’azione. Precisazioni verbali combinate alle informazioni visive aiutano a dirigere l’attenzione su elementi salienti del compito. L’osservazione dell’errore, inoltre, può rappresentare un espediente per la correzione se seguita dalla visione del movimento esatto o da spiegazioni che facilitino nel soggetto la formazione di una rappresentazione mentale precisa dei parametri esecutivi. Le informazioni visive, similmente a quelle verbali, devono essere sintetiche, chiare, precise, limitate agli aspetti essenziali, e seguite dall’esperienza diretta.

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