La parola ai tecnici

L’analisi bioenergetica prende avvio dagli anni Sessanta, grazie all’intuizione di un medico e psicoterapeuta americano di nome Alexander Lowen.

A oggi è riconosciuta ufficialmente come disciplina terapeutica dal ministero dell’Università e della Ricerca scientifica italiana.

L’uomo occidentale, per molti secoli, è stato culturalmente indotto a sentirsi diviso in due: da una parte l’anima, dall’altra il corpo. L’anima era la parte nobile, dimora del pensiero, della volontà, dei sentimenti e della memoria. Il corpo era invece la parte da nascondere, sede di pulsioni animalesche e infimi bisogni terreni.

Rapportando questo pensiero all’ambito sportivo, e in particolare a quello psicomotorio, è evidente una frattura; non si può pensare per esempio a un tennista top level che non utilizza la forza di volontà o il pensiero tattico insiti nell'anima. Tesi oggi rafforzata dai vari pareri degli esperti e psicologi dello sport che considerano il tennis come uno sport psicologico (90% testa, 10% fisico).

Questo concetto però era già chiaro in Oriente, dove filosofie e pratiche antichissime insegnano a ritrovare la pace dello spirito attraverso esercizi di respirazione e speciali posizioni corporee. Curiosamente, l’occidente sta riscoprendo ora, con qualche centinaio d’anni di ritardo, che l’anima e il corpo non sono due entità separate: lo ammette la scienza medica, per esempio quando ipotizza che lo stress predisponga al tumore e che la felicità aumenti le difese immunitarie dell’organismo; e lo sostiene ormai da qualche decennio l’analisi bioenergetica. Sembra superfluo dire quindi che un bambino “felice” ha una possibilità di crescita globale notevolmente più elevata rispetto a un bambino deluso o, ancora peggio, stressato.

La bioenergetica, secondo A. Lowen, analizza non solo il problema psicologico del soggetto ma anche l’espressione fisica di quel problema così come si manifesta nella struttura corporea e nei movimenti del bambino, tutto ciò è ancora più rilevante se pensiamo a un bambino dove l’ontogenesi è in piena attività. Inoltre, la tecnica comporta il tentativo sistematico di liberare la tensione fisica dei muscoli cronicamente contratti.

È evidente che questo patrimonio datoci dalla bioenergetica potrebbe facilmente essere spostato in ambito psicomotorio sia per il benessere che per la crescita del piccolo atleta.

Teoricamente quindi, attraverso la bioenergetica immaginate di poter conoscere e risolvere i problemi psicologici del vostro piccolo atleta (attraverso la sua espressione corporea), di liberare sistematicamente le tensioni muscolari croniche e quindi di eseguire un lavoro preventivo di fondamentale importanza soprattutto nei bambini evitando patologie future che possono modificare completamente la vita dei nostri piccoli atleti sia a livello sportivo che umano.

 

Il gioco bioenergetico

Wilhelm Reich, padre della mediazione corporea, si occupa di età evolutiva fondando un centro di ricerca, l'OIRC, al fine di capire come si struttura un bambino sano. Nel 1950 esce “I bambini del futuro”, dove l'autore enuncia l'importanza di un lavoro di prevenzione fin dalla più tenera età. Oggigiorno sono pochi i terapeuti che lavorano bioenergeticamente con i bambini ed anche la bibliografia internazionale al riguardo è molto povera. Così come dalla Psicoanalisi freudiana, rivolta a un'utenza esclusivamente adulta, si è passati a una Psicoanalisi infantile, forse il momento è maturo perché lo stesso processo avvenga anche all'interno dall'Analisi Bioenergetica, estendendo il lavoro terapeutico a mediazione corporea anche ai bambini.

Le stasi di energia possono manifestarsi, come postulato da W. Reich, in sette segmenti:

1. oculare

2. orale

3. collo

4. torace

5. diaframma

6. addome

7. pelvico

Alexander Lowen ha aggiunto:

8. ginocchia

9. caviglie e piedi

10. dita dei piedi e delle mani

 

Essendo quest’ambito fondamentale in un campo come quello psicomotorio, dove si agisce direttamente sul campo da gioco, ci sembra necessario inserire alcuni esercizi-gioco di tipo bioenergetico considerando ovviamente anche i principi di tipo psicomotorio (sarà essenziale che gli esercizi vengano presentati ai piccoli sotto forma di gioco e se possibile con l'ausilio della musica).

Ecco qualche esempio:

1. Esercizi su piedi e caviglie (prevenzione del piede piatto, alluce valgo, prevenzione di facili fratture e distorsione, artrite reumatoide, artrosi e osteoporosi):

  • I bambini si pongono in posizione eretta e occhi chiusi cercando di porre l'attenzione su piedi e caviglie, all’ordine del maestro si sbilanciano in avanti, indietro e lateralmente tenendo la pianta a terra (sarebbe utile fare questo esercizio su terreni che abbiano differente consistenza).

L'esercizio viene svolto successivamente portando un arto superiore in avanti, indietro, in alto e lateralmente mentre l'altro rimane lungo il corpo. Faranno quindi la stessa cosa con il movimento contemporaneo di entrambi gli arti superiori.

I bambini ripeteranno l'esercizio muovendo gli arti superiori a loro piacimento.

  • Si può ripetere l'esercizio utilizzando come perno un arto inferiore alla volta.
  • I bambini si pongono in posizione eretta a occhi chiusi sbilanciandosi in avanti, indietro e lateralmente, ma questa volta alzando leggermente la parte del piede in questione (ES: quando si spingono in avanti, alzeranno il tallone, quando si spingono indietro i metatarsi e così via).

Eseguiranno quindi la stessa progressione dell'esercizio precedente.

  • I bambini in posizione eretta all'ordine del maestro spingeranno il piede verso il terreno come per schiacciare qualcosa e successivamente dovranno spingere verso l'alto senza staccare il piede da terra.

Lo stesso esercizio può essere eseguito toccando a terra solo con parti del piede (metatarsi, tallone, piante laterali, ecc.).

  • I bambini si pongono in posizione supina con le gambe flesse (ginocchio 90gradi) e con i piedi ben aderenti a una parete verticale eseguendo gli stessi esercizi indicati per la posizione eretta (anche in questo caso come nei precedenti sarebbe utile utilizzare dei terreni di diversa consistenza).
  • I bambini posti in posizione eretta:
    • camminano in avanti sul posto con le braccia lungo il corpo;
    • camminano indietro sul posto con le braccia lungo il corpo;
    • camminano sul posto con le braccia in alto, lateralmente e indietro;
    • camminano sul posto muovendo le braccia a loro piacimento.
  • I bambini in posizione supina:
    • alzano leggermente una gamba alla volta e muovono in senso circolare la caviglia, poi muoveranno solo le dita dei piedi, successivamente tutto insieme;
    • eseguono lo stesso tipo di esercizio mobilizzando però prima i polsi e poi solo le dita, successivamente tutto insieme.

        

  • I bambini si muovono liberamente nello spazio stando attenti agli ordini del maestro:
    • camminiamo in avanti;
    • camminiamo in dietro;
    • camminiamo con le braccia alzate;
    • camminiamo lateralmente;
    • camminiamo sulle punte;
    • camminiamo sui talloni;
    • camminiamo appoggiando prima il tallone e poi la punta del piede;
    • fanno le stesse cose correndo.
  • Si tracciano delle linee a terra colorate e i bambini dovranno muovercisi sopra camminando o correndo in avanti, indietro, lateralmente, portando oggetti in mano o a occhi chiusi, ecc.

 

  • La scoperta del piede:

ogni bambino toccherà prima il proprio piede cercando di trovare le zone che gli danno fastidio quindi si massaggerà fino a sentire quantomeno meno dolore; successivamente farà la stessa cosa con i piedini del compagno.

  • Esercizio psicocinetico (questo esercizio può essere semplificato o complicato secondo il livello a disposizione):

I bambini sono in posizione eretta e devono rispondere a dei segnali:

   al fischio un passo in avanti con il destro;

   a due fischi con il sinistro;

   quando il maestro alza, un braccio faranno un balzo in avanti.

  • I bambini si pongono in posizione supina o prona e si massaggiano i piedini l'uno con l'altro.

 

2. Esercizi sulle ginocchia (intervento preventivo e propriocettivo):

  • i bambini si toccano le ginocchia sia da supini che da seduti notando insieme al maestro la differenza (duro-morbido);
  • ora fanno la stessa cosa con le ginocchia del compagno;
  • i bambini posti in posizione seduta e con i piedi ben appoggiati a terra muovono l’arto inferiore verso la rotazione esterna e interna, in flessione e in estensione; successivamente faranno la stessa cosa ma tenendo l’arto inferiore leggermente alzato da terra.

Se il livello motorio è alto, possono fare la stessa cosa in posizione supina stando in appoggio con un solo arto.

  • I bambini salgono sui tappeti elastici: eseguiranno salti e movimenti spontanei con arti inferiori e superiori ma al segnale dell’istruttore bloccano gli arti inferiori sul tappeto (come se fossero incollati) flettendo leggermente le ginocchia.

L’esercizio verrà prima eseguito con gli occhi aperti, successivamente attraverso l’ausilio dell’istruttore con gli occhi chiusi.

  • I bambini salgono sulle tavolette propriocettive ed eseguiranno esercizi con occhi chiusi, aperti e se il livello psicomotorio lo consente con destabilizzazioni dell’istruttore.
  • I bambini possono giocare seguendo delle linee a terra, stando in posizione di quadrupedi (le ginocchia e le mani devono rimanere sempre tra la linea a terra.)
  • I bambini sempre in posizione di quadrupedia si muovono liberamente sul campo spingendo una pallina da tennis con le ginocchia.

Poi potranno essere utilizzate palline o palle di diverso peso.

 

 

3D su collo, bocca e occhi.

  • I bambini posti in posizione supina “mobilizzano” il “pomo di Adamo”.
  • I bambini si pongono supini con una mano sul proprio parietale e con questa spingono il capo in avanti, dietro, destra e sinistra.
  • Rieseguono l’esercizio ma a occhi chiusi.
  • Poi lo rifaranno ma seguendo gli stimoli dello psicomotricista (avanti-dietro-ecc.).
  • I bambini ora giocheranno con il proprio dito, lo porranno davanti ai loro occhi e seguiranno con lo sguardo il loro dito che si muoverà all’ordine del maestro sempre più velocemente.

Inoltre i bambini dovranno dire quando non lo riescono più a vedere.

  • Si può eseguire lo stesso esercizio in coppie (un bambino muove il dito e l’altro guarda).
  • I bambini in posizione supina si porranno le dita delle mani sull’ATM massaggiandosi. Successivamente apriranno e chiuderanno la bocca evidenziando a parole la consistenza della parte interessata.
  • I bambini in posizione supina stanno con la bocca aperta e con una mano, posta ai margini laterali del mento, spingono lentamente la bocca a destra, sinistra, avanti e dietro.

Questi esempi vogliono essere solo dei punti di partenza per rendere efficace la filosofia bioenergetica in campo psicomotorio.

È quindi evidente che gli esercizi debbano essere modificati secondo il livello e delle problematiche che si pongono davanti al maestro.

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