La parola ai tecnici

Applicazioni pratiche di Motivazione nei Team Sportivi Agonistici.

L'applicazione delle tecniche Motivazionali trova la sua efficacia nel riuscire a cogliere da un punto critico esterno, particolari che possono sfuggire nella gestione diretta dei Team Sportivi agonistici. 

  • Il campo dell'analisi riguarda l'insieme dei comportamenti e del tipo di prestazioni dei giocatori, l'operato del Mister, dei Dirigenti e del Presidente. La vita privata e lavorativa, agonistica e non, sono condizionate non sempre positivamente dal fattore emotivo, inibendo spesso la possibilità di esprimere al meglio le proprie capacità.
  • La tecnica madre per il raggiungimento degli obiettivi consiste (oltre all'averli), nella fase iniziale e in quelle successive, nella ristrutturazione del pensiero, vale a dire nell'aiutare a migliorare qualità di deduzione generale del singolo o del gruppo e nel trasferimento di dati utili, per l'aumento della determinazione e nell'applicazione, per il raggiungimento di obiettivi personali, di Gruppo e societari
  •  È tipico del pensiero umano porsi problematiche esistenziali autolimitanti, atteggiamento spesso rafforzato dall'assenza appunto di chiari e determinati obiettivi personali o di squadra.

La fase iniziale comprende il trasferimento d’informazioni mirate a stimolare consapevolezza, attenzione, visualizzazione, capacità di ascolto e determinazione.

 

Test: Il Quadrato di Maier

  

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La figura composta di nove punti è molto famosa e si chiama Quadrato di Maier. Si devono unire i nove punti con quattro linee continue senza staccare la penna dal foglio e senza ripassare sullo stesso tratto. Il quadrato di Maier rappresenta le nostre autolimitazioni, il fatto che più dell'80% delle persone non riescano a risolverlo sta a significare quanto siamo costretti e chiusi nella nostra gabbia mentale: siamo prigionieri di noi stessi, siamo chiusi dentro una scatola fatta di ricordi, emozioni, sensazioni, valori, criteri, credenze, filtri sensoriali e cognitivi.

Le quattro pareti virtuali del quadrato di Maier rappresentano metaforicamente il vincolo delle esperienze che, mattone dopo mattone, da un lato ci tutela dal mondo esterno proteggendoci da tutto ciò che ci appare ignoto e dall'altro ci impedisce di uscire dagli schemi che, via via che cresciamo, si rafforzano anche e sopratutto a nostra insaputa.

L'esperienza soggettiva non è altro che il frutto del nostro vissuto, arricchito dalla storia di chi ci ha preceduto e dalla cultura della società nella quale viviamo. Giorno dopo giorno affrontiamo erroneamente il nuovo con la consapevolezza di averlo forse già vissuto con gli occhi di chi non è caduto dal cielo in quel momento ma, se è vero che la nostra esperienza soggettiva ci aiuta a vivere dall'altra parte, ci costringe a setacciare la realtà tralasciando delle informazioni che potrebbero invece essere importanti, e la mancata soluzione dell'esercizio ne è la prova.

Se non ci alleniamo a uscire dal quadrato, con il passare degli anni e con il susseguirsi inarrestabile delle esperienze, ci troveremo sempre più chiusi in un maniero senza porte e senza finestre e dalle mura alte quanto i giorni vissuti.

Il nostro sforzo dovrà essere invece quello di puntellare le pareti assicurandoci una via d'uscita e lasciando entrare chi ci sta vicino, almeno quando sarà utile e necessario, magari dietro nostro invito. Solo 1/7 di ciò che costituisce la nostra esperienza è reso esplicito a livello cosciente, mentre i restanti 6/7 rimangono nascosti e non manifesti nella nostra mente. Nella Comunicazione, si generano spesso equivoci e fraintendimenti.

L'ascolto e l'attenzione sono invece stimolati dal trasferimento d’informazioni circa la presenza in noi della parte inconscia che traspare inconsapevolmente dalla comunicazione verbale, para-verbale e in primis in quella non verbale (linguaggio del corpo con oltre il 50% d’incidenza per importanza di trasferimento d’informazioni in un colloquio a due o più persone) che comprende l’espressione, la postura, la fisiognomica, la gestualità, il movimento, la distanza.

Le indicazioni seguite con disciplina indotta al Singolo e al Gruppo (discepolo è colui il quale acquisisce insegnamento senza preclusioni e pregiudizi alcuni, vagliandole con calma e precisione), portano all'evoluzione e perciò al miglioramento personale e collettivo. Con la ristrutturazione s'intende colmare lacune, orientare con più equilibrio il pensiero, le azioni, la comunicazione e la determinazione.

Un elemento legato indissolubilmente alla comunicazione mirata alla Motivazione è rappresentato dalla Capacità di ascolto che è una delle più rilevanti problematiche socio-economiche del nostro Stato; si evidenzia la difficoltà ad acquisire insegnamento attraverso l’ascolto penalizzando di riflesso la stessa comunicazione: “La qualità dell’ascolto determina la nostra efficacia”. La Visualizzazione è la tecnica attraverso la quale costruiamo all'interno della nostra mente le immagini riguardanti situazioni che ambiremmo vivere. La suddetta tecnica fa si che si riesca a porre un traguardo visibile, perciò non astratto, come si potrebbe pensare, delimitando con buona precisione uno step del nostro futuro.

La Comunicazione nei suoi giusti toni, nel suo volume (tenendolo basso ma non troppo, gli interlocutori dovranno sforzarsi nel comprendere sviluppando attenzione inconsciamente), nell’espressione, nel lavoro di sintesi dei concetti trasferiti, utilizzata per trasferire dati e indicazioni specifiche e generali, sviluppa e fa crescere la Motivazione. Con l'applicazione d’informazioni di PNL, acronimo di Programmazione Neuro Linguistica, utili per acquisire maggiore autocontrollo nella vita e nella competizione per il raggiungimento dell'eccellenza delle proprie caratteristiche, si elaborano le parti positive e negative della personalità, esaltando con equilibrio e sicurezza le caratteristiche che possono apportare valore aggiunto in prestazioni sportive agonistiche.

L'obiettivo è abbattere le difficoltà emotive personali spesso latenti e quelle che incontreremo durante il succedersi degli incontri agonistici, diminuendo, sino all'azzeramento, la soggezione verso squadre più forti sulla carta e nella realtà; si acquisirà una mentalità fortemente vincente per una maggiore e più equilibrata determinazione, aiutati dal valore aggiunto rappresentato dalla forza del Gruppo. Impareremo a essere meno vittime di noi stessi, dei nostri drammi del controllo (sfasamenti acquisiti durante l'infanzia e l'adolescenza dalla frequentazione del gruppo familiare) e perciò anche delle insicurezze che ci condizionano, aumentando le potenzialità fisiche e mentali, divenendo così più padroni della vita e più forti nell'affrontare qualsiasi situazione. Sarà insinuata la consapevolezza delle intenzioni, che sono ciò che vogliamo fare, e i comportamenti, che sono ciò che gli altri capiscono. Coerenza: dico quello che penso. Congruenza: faccio quello che dico.

L'approccio alla Squadra o agli Allenatori dovrà essere ciclico e il più possibile frequente per poter “rinsaldare” i concetti trasferiti. Si eviterà così il rischio dell'effetto “metallo armonico” (come quello per gli strumenti musicali) che, pur piegato, ritorna sempre nello stato iniziale. Si può nuovamente affermare che il sopra meglio descritto lavoro di Motivazione non interferirà in alcun modo negativo e invadente con il lavoro di ogni elemento della Società, in primo luogo con quello dell’Allenatore.

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