La parola ai tecnici

La programmazione atletica è uno dei fattori più importanti nella riuscita della stagione sportiva.

Macrocircolo, mesociclo e microciclo (stagione intera, mensile e settimanale, oppure preparatorio, agonistico e transitorio) richiedono tipi di allenamento studiati sulle necessità dei vari periodi del campionato.

MACRO, MESO E MICROCICLO NEL CALCIO

I campionati sportivi stanno per riprendere e, con la nuova stagione alle porte, è appropriato entrare nel merito dei programmi di allenamento nei vari periodi della stagione agonistica.

Macrociclo

Si può definire macrociclo l’intera stagione sportiva, che va suddivisa in tre momenti distinti, in altre parole i periodi preparatorio, agonistico e transitorio. In base al periodo di  riferimento varierà la programmazione dell’allenamento. Ogni periodo è caratterizzato da una diversa organizzazione degli allenamenti per quanto riguarda la frequenza e la metodologia dell’allenamento. Nel periodo preparatorio bisogna far sì che il grado di allenamento dell’atleta torni a un livello tale da sostenerlo, durante la partita, con un’intensità adeguata perciò si aumenta il numero di sedute settimanali così da creare stress fisico ai calciatori e avere una compensazione maggiore. Il periodo agonistico si focalizza sulla gara, quindi si cerca di migliorare le capacità in maniera specifica per rendere al massimo durante il match limitando cali di prestazione degli atleti. Il periodo transitorio coincide con la pausa a metà stagione in cui gli atleti recuperano forze psicofisiche. Si tende a organizzare gli allenamenti in maniera più simile al periodo preparatorio vista la maggiore disponibilità di tempo e l’assenza di gare ufficiali. In questo periodo si lavora per far sì che l’atleta renda fino a fine stagione cercando di recuperare il più possibile la condizione. C’è da dire che non in tutti i campionati si ha una pausa ampia in cui si può impostare un tipo di lavoro differente dal periodo agonistico, come ad esempio in Inghilterra, dove la pausa dura pochi giorni.

Mesociclo


Entriamo nel dettaglio parlando del mesociclo, ossia la suddivisione del periodo in mesi. Questa suddivisione serve per impostare obiettivi specifici nel mese di lavoro, quindi una linea guida su come impostare gli allenamenti nelle successive settimane. Conviene impostare di volta in volta il programma delle sedute da eseguire durante la settimana, in base al rendimento della squadra, al suo stato di forma e ad altri fattori che possono portare il preparatore fisico a variare il lavoro da proporre agli atleti, tenendo comunque conto dell’obiettivo mensile.  

Microciclo

Per quanto riguarda il microciclo, in altre parole la settimana di allenamento, ci sono da considerare due importanti variabili che possono far alterare il modo di programmare e organizzare le sedute comprese tra una partita e la successiva: la presenza o meno di gare infrasettimanali e la categoria (giovanili, dilettanti, professionisti) che si prepara. Voglio presentare due modelli di suddivisione del microciclo, uno per professionisti e uno per dilettanti.
Prendendo come riferimento la partita di domenica, nei professionisti una suddivisione potrebbe essere: lunedì riposo, martedì potenza aerobica, mercoledì doppia seduta con forza il mattino e lavoro ad alta intensità con la palla il pomeriggio, giovedì allenamento delle componenti lattacide, venerdì lavoro con palla e, infine, sabato accelerazioni. Per quanto riguarda i dilettanti, supponiamo tre allenamenti la settimana e una divisione di questo tipo: martedì lavoro sulla potenza aerobica, mercoledì forza oppure potenza lattacida, venerdì accelerazioni.
La programmazione della settimana può essere sconvolta dalla presenza di una partita infrasettimanale, cosa che ultimamente capita sovente e non si può sicuramente compiere il volume di lavoro che si esegue quando le partite distano sei-sette giorni l’una dall’altra. Questa condizione porta a grosse differenze di lavoro da un preparatore a un altro. Si dovrà rinunciare ad allenare alcune capacità condizionali per rendere adeguato il volume di allenamento. L’unico accorgimento fondamentale in questo tipo di situazione deve essere il recupero: il giocatore ha necessità di recuperare la fatica accumulata durante la partita precedente, e il rischio di sovraccarico è più elevato in proporzione a quanto i due match sono temporalmente vicini.
Piuttosto che rischiare infortuni o prestazioni di bassa intensità, si può pensare di eseguire solo del lavoro aerobico e accelerazioni come volume di lavoro complessivo così da consentire un recupero della condizione fisica, trascurando il lavoro di forza e il lavoro lattacido, che richiedono alcuni giorni per smaltire la fatica muscolare accumulata.  Purtroppo “verità” assolute su come svolgere la preparazione atletica non esistono. Il parametro più utilizzato non è la ricerca scientifica, ma l’utilizzo delle metodiche svolte nelle squadre che ottengono i migliori risultati sportivi, e ciò desta molta confusione. Bisognerebbe Invece, cercare di usare il più possibile il supporto della scienza e abbinarlo alle nostre idee per far sì che si trovi la giusta misura. Le mode e le tendenze cambiano, ma i criteri logici e scientifici rimangono.

Gianluca Maiani

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